
Mi guardo allo specchio mentre, con il ventre
incavato ed il seno spinto in vanti, mi allaccio il
Non comprendo
questa sensazione, non è naturale. Se osservo i miei occhi noto
l’accenno di due borse dovute alla stanchezza. Questa notte ho dormito
poco, il mio uomo era finalmente a casa ed ho potuto saziare la mia
voglia di lui. Abbiamo fatto l’amore per buona parte della notte, un
amplesso lento, dolce, intimo come solo con lui riesco ad avere. Un solo
orgasmo ci ha saziati e distrutti fisicamente.
Ora sono qui che mi preparo a tradirlo ancora una volta.
Ma come si può parlare di tradimento quando lui sa dove sto andando e cosa farò nelle prossime ore?
Lui
sa tutto di me, mi conosce come nessun altro uomo mentre io non so
quasi nulla di lui. Non so cosa fa quando è via ufficialmente per
lavoro. Non so se ha un’altra donna o più di una, non lo voglio sapere
anche se lui mi ha vista a letto con un altro e mi ha fissato negli
occhi mentre godevo con il membro di un altro dentro, ha ascoltato il
suono della mia voce che gli narrava ogni singola sensazione che provavo
apparentemente senza emozione alcuna, senza la minima traccia di
gelosia o di brama di possesso nei miei confronti. In poche occasioni ho
notato una luce diversa nei suoi occhi, un sentimento per me
indecifrabile che ho colto solo quando il mio ventre ha accolto il seme
di un altro uomo.
Strano rapporto il nostro, forse siamo amanti o semplicemente due amici che fanno sesso.
Le
calze scivolano sulle gambe e le distendo con cura, meccanicamente,
mentre seguo questi pensieri. Prendo la gonna che ho scelto e sto per
infilarla quando ci ripenso. La ripongo sul letto e la studio per
qualche istante, è un bel capo e mi sta bene indosso ma, anche se corta,
è troppo “seria”.
No, questa sera non voglio vestirmi nel solito modo.
Le
calze vanno bene ma il resto no; quindi prendo un ridottissimo tanga ed
una guepiere dello stesso colore. Mentre sfilo via gli elastici
reggicalze sorrido. L’indosso e la stringo con cura, quindi mi guardo
allo specchio; sì mi piaccio!
Cerco nell’armadio quella gonna corta
che ha uno spacco al limite della decenza che non uso quasi mai, quindi
una giacca leggera che non stoni con il tutto. Con la giacca aperta si
nota benissimo il bustino sotto, non è la solita finta guepiere che si
può indossare come una maglia, questa è diversa: più scollata con una
lunga serie di lacci che la trattengono a stento e… è molto trasparente.
Le coppe si possono facilmente rivoltare per trasformare il reggiseno
in un balconcino, mi soffermo solo per un istante su questa ipotesi poi,
sorridendo, la metto in atto. Mentre abbottono la giacchetta sento il
tessuto premere sui capezzoli, una sensazione strana se penso che sto
per uscire. Apparentemente elegante grazie alla giacca, ma chiaramente
in cerca di sesso se ci si sofferma sullo spacco della gonna e ciò che
sta sotto la giacca.
Prendo la borsetta e cerco il cellulare, mentre
cerco nella rubrica mi sorge il dubbio d’aver esagerato, di essermi
conciata come la donna che non sono. Compongo il numero ed attivo la
chiamata video.
- Ciao amore!
- Ciao! – Risponde lui – Stai per uscire?
- Sì…
- Mmmm… fatti vedere!
Ripongo
il telefono sul cassettone poggiandolo al muro in modo che rimanga
verticale, quindi mi allontano di un passo e ruoto due volte sui tacchi
per farmi vedere, quindi fisso maliziosa la camera e mi apro la giacca.
La sua immagine sul display è troppo piccola per coglierne l’espressione, ma so d’averlo colpito.
- Che te ne pare?
- Sei bellissima!
- Davvero?
- Sì!
- Cosa vuoi che faccia!
- Tutto!
- Come sempre. – gli faccio notare.
- Chiamami.
- In video?
- Se puoi… sì!
- D’accordo.
Mi avvicino al telefono per scollegarmi poi mi viene un dubbio.
- Tu…
- Sì?
- Tu sei solo?
- Ora sì.
E chiude così il discorso.
Esco
di casa con la mente svuotata d’ogni pensiero, meccanicamente chiudo la
porta a chiave e mi dirigo verso il garage senza prestare attenzione
alle scale, alle porte o alla mia automobile. Come se fossi guidata da
un filo invisibile raggiungo il luogo dell’appuntamento. Lui è lì che
attende, apparentemente incurante di tutto il resto del mondo che gli
scivola intorno, ma noto nei suoi occhi una luce quando mi vede.
Ceniamo
insieme, mi porta in un locale che non conoscevo proponendomi del cibo
che secondo lui dovrebbe essere afrodisiaco. Non ha ancora capito che
non sono venuta per farmi sedurre ma per fare sesso con lui. Forse crede
di avermi già in suo potere quando slaccio un bottone della giacca e
lascio intravedere la pelle del seno, nudo, sotto. Gli sorrido e fingo
di bermi tutte le sue dolci parole mentre poggio le labbra sul bordo del
bicchiere.
Fa parte del gioco, del ruolo che mi spetta o che lui si aspetta da me.
La
cena segue il suo naturale corso, verso il termine mi propone di
terminare la serata a casa sua, bevendo qualcosa in tranquillità. Lo
fisso per un lungo istante pensando che tutto sarà tranne che
“tranquilla”, poi accetto sorridente e leggermente maliziosa.
Non ho
affatto bevuto troppo, ma fingo una certa incertezza sui tacchi mentre
usciamo dal locale. Immediatamente giunge la sua proposta di prendere
solo la sua auto, più tardi mi accompagnerà a recuperare la mia.
Certo! Più tardi dopo che mi avrai avuta, dopo che mi sarò lasciata scopare da te. Questo stai pensando. Non voglio deluderlo.
La
mia gonna è veramente indecente, seduta al suo fianco mi lascia
completamente scoperte le gambe sin oltre le autoreggenti. I suoi occhi
cadono casualmente, in continuazione, proprio sul bordo della gonna che
nasconde a stento il pube mentre si lascia sfuggire un complimento sulle
mie gambe. Lo ringrazio divaricandole leggermente e gli domando se
davvero lo pensa. La sua risposta è esplicita quando attesa: allunga la
mano destra e me la poggia sulla coscia, quindi la fa scorrere
delicatamente prima di spingerla verso la gonna.
Mi piace e mi apro a lui, alla sua mano che raggiunge l’inguine soffermandosi sul delicato tessuto della mia biancheria.
Ora sa!
Sa che mi avrà questa notte.
L’effetto
su di lui è immediato, ora è più sicuro di sé. Lo percepisco dal tono
di voce, dai movimenti più controllati e dai suoi occhi che
spudoratamente fissano a tratti le parti scoperte del mio corpo.
Posteggia
l’auto e spegne il motore, quindi si volta verso di me e mi domanda
ancora una volta se voglio salire da lui; come se avesse bisogno
d’ulteriori conferme ha perso parte della sua sicurezza di poco prima.
Non
rispondo e mi limito a fissarlo mentre torno a dischiudere le gambe, è
un invito che lui recepisce prontamente. Mi poggia nuovamente la mano
sulla coscia e l’accarezza sempre più intimamente sin che non raggiunge
la mia calda e già umida femminilità. I suoi occhi s’illuminano e
commenta qualcosa del tipo: “Allora lo vuoi veramente!”. Quasi stupito
di trovarmi così umida in mezzo alle gambe.
Mi viene in mente una
battuta cattiva: “È solo sudore… fa caldo questa sera” ma la tengo per
me mentre infilo una mano nella borsetta e con due movimenti precisi
invio una chiamata con il cellulare, quindi la sistemo con apparente
noncuranza tra il cambio ed il cruscotto.
Avvicino il viso al suo e
schiudo le labbra, mi bacia afferrandomi per la nuca. La sua lingua
cerca insistentemente la mia, invade la mia bocca, poi si sazia e si
rilassa. Il bacio diviene più lungo di quanto desiderassi ma non riesco a
staccarmi, però lascio scivolare la mia mano su di lui sino al pube e
la stringo sul sesso. Una gratificante erezione si delinea sotto al mio
palmo, mi piace pensare che sia in atto da buona parte della serata ma
mi accontento di ciò che sento. Lui geme mentre stringo e lo meno
attraverso i calzoni. Quando mi sottraggo al bacio lui mi fissa,
vorrebbe parlare ma non riesce, allora lo faccio io anche a beneficio di
ciò che sta nella borsa.
- Dimmi a cosa stai pensando? – domando con un tono suadente.
- Hai delle labbra stupende! – Risponde riferendosi al lungo bacio.
- Ti piacciono?
- Sì!
- Ora te le faccio sentire meglio… - Prometto
In
poche mosse slaccio cintura e calzoni, li calo ed estirpo il sui membro
dai boxer, lo afferro con la mano destra alla base e porto il viso su
di lui. Lo sento tentare una protesta, qualche timida allusione al fatto
che siamo per strada, ma appena le mie labbra si poggiano sul glande
geme rumorosamente prima di sospirare un: “Sei fantastica!”.
Ci metto
tutta me stessa in questo improvvisato rapporto orale, lo ingoio, lo
succhio, lo lecco e lo bacio mentre la mia mano si muove instancabile
lungo l’asta.
Lui gode ed io mi sto eccitando sempre di più.
Cerca di fermarmi, mi prega di smettere.
- Lasciati andare… - gemo.
Un istante dopo sento il primo lungo fiotto di seme in gola, quindi seguono gli altri sottolineati dai sui gemiti e rantoli.
Sistemo
con delicatezza il suo sesso nei calzoni mentre ingoio quanto mi è
rimasto in bocca, quindi avvicino il viso al suo e lo bacio ancora.
- Ora andiamo su da te! – praticamente ordino.
Mentre
scendiamo dall’auto senza farmi notare controllo il telefono, la
chiamata è ancora attiva. La metto giù e noto il tempo di chiamata:
quattro minuti e mezzo circa. Non male penso, l’ho fatto venire in meno
di cinque minuti. Mi vuole davvero! Speriamo che ora duri qualche minuto
in più!
Appena oltre la porta mi chiede se voglio bere qualcosa,
mi aspettavo questa domanda e mentre salivo da lui mi ero preparata la
risposta ad effetto:
- Mi hai appena dissetata… ora saziami... voglio il tuo cazzo!
Sussurro con la voce più sensuale che mi riesce.
L’effetto
è quello che immaginavo. Lui, inizialmente sconvolto, si avvicina e mi
abbraccia, s’insinua sotto la giacca e mi cinge la vita trattenendomi
mentre mi bacia. Mi avvinghio sporgendo in avanti il bacino per aderire
meglio al suo corpo. Mi piace questo bacio e sento che piace anche a
lui, la passione si libera e prende possesso dei nostri corpi.
Lo
lascio senza fiato, non che io ne abbia di più, e mi allontano di
qualche passo mentre slaccio la giacca quindi mi volto. I suoi occhi si
fissano sul seno nudo sopra il bustino, si avvicina mentre sussurra
complimenti sul mio aspetto, quindi mi sfila la giacca e si china sul
seno per baciarmi i capezzoli.
Si sta svolgendo tutto troppo velocemente e mi stupisco nel sentirmi domandare:
- Hai un letto o preferisci sbattermi qui… sul divano?
- Scegli tu! – risponde dopo un attimo d’esitazione e dopo aver fissato a lungo il divano.
Sorrido
e mi divincolo dalle sue mani che ancora stringono la vita. Raccolgo la
mia giacca a terra e mi dirigo verso il divano, mentre la sistemo su di
una poltrona studio l’ambiente come se fossi indecisa; quindi mi volto e
a rischio di rovinare la tensione erotica che si è creata tra noi
domando:
- Tu che ne dici?
- Ti voglio! – risponde.
- Qui? – domando ancora mentre accarezzo la superficie del divano.
- Dove vuoi tu. – e si avvicina.
Lo fermo con un gesto.
- Spogliati! – gli impongo con un tono di voce più deciso di quanto vorrei.
Lui
mi fissa negli occhi poi inizia a levarsi i vestiti, se li sfila e
ripone con cura sulla poltrona vicino alla mia giacca. N’approfitto per
sistemare la borsa sul tavolino e per estrarre il cellulare.
Avvio una chiamata video e posiziono il telefono sul tavolino poggiato verticale contro la borsa.
Mi
volto e lui è dinanzi a me in boxer, ha davvero un bel corpo noto
mentre lo studio per nulla imbarazzata. Perché dovrei esserlo quando lui
per primo fissa il mio allo stesso modo?
- Questi sono di troppo! – affermo mentre mi rannicchio e gli sfilo la biancheria.
Mi
trovo dinanzi al suo sesso in via di una nuova erezione nonostante il
recente orgasmo che gli ho procurato. Mi lascio sfuggire un gemito di
approvazione e lo brandisco portandomelo alla bocca. Lo bacio mentre con
gli occhi cerco i suoi. Li vedo fissi sulle mie labbra e sporgo la
lingua per raggiungere il glande. Lui geme di piacere mentre torno a
succhiarlo delicatamente, lo sento irrigidirsi e tornare in piena
erezione tra le mie labbra. Mi piace questa sensazione di potere che ne
ricavo, continuerei così sino a farlo urlare ancora una volta ma lui mi
afferra la testa e mi allontana, mi fissa per qualche istante indeciso
poi lascia la presa.
Mi sollevo senza allontanare il viso dalla sua
pelle, mentre risalgo faccio scorrere la lingua sul suo corpo per poi
fermarmi sulle labbra. Ci baciamo ancora mentre sento le sue mani che
cercano di slacciarmi la gonna, lo lascio fare sin che non mi accorgo
che sta scivolando giù. Mi stacco da lui e la lascio cadere lungo le
gambe, quindi la scavalco.
Lui mi fissa, studia il mio corpo
richiamato dal seno e dai fianchi, quindi s’inginocchia e mi afferra gli
slip per sfilarmeli. Lo lascio spogliarmi e divarico le gambe quando
avvicina il viso al pube. Le sue mani scivolano sulle calze e
raggiungono i glutei. Mi stringe e spinge la faccia sulla vulva. Sento
la lingua che s’insinua tra le labbra, che cerca il clitoride ma sono
troppo “chiusa”. Divarico ancora un po’ le gambe e finalmente la sua
lingua trova ciò che cercava. Una fitta di piacere mi fa quasi perdere
l’equilibrio e mi costringe a sporgere ancora di più il pube verso di
lui per espormi alle sue lente leccate.
Lui insiste. Stringe sempre
più forte le mani sui glutei e muove la lingua senza sosta spingendola
sul clitoride. Inizio a divincolarmi, muovo il pube in modo sensuale
stimolata dalle sensazioni che provo; è un messaggio che non lascia
dubbi: “Ti voglio!”.
Quando penso non intenda più fermarsi lo fa.
Allontana il viso e le sue mani scivolano giù, mi accarezza le gambe
mentre solleva lo sguardo verso i miei occhi. Sorride alla mia
espressione di piacere ed attesa, non so cosa ha in mente ma non voglio
chiedergli nulla per ora. Chiudo gli occhi ed assaporo le sue carezze
lungo tutto il mio corpo, passa dalle gambe sin su lungo il bustino per
arrivare a sfiorare il seno; poi le mani si fermano sul pube, gioca con
le labbra e le divarica, stuzzica il clitoride ed, improvvisamente, mi
penetra con un dito. Lo sento entrare e piegarsi dentro di me per
premere contro le pareti interne del mio corpo mentre non riesco a
trattenere un gridolino di piacere. Vorrei divincolarmi e stendermi sul
divano per invitarlo su di me, ma lui spinge un secondo dito dentro.
Allora le mie gambe iniziano a cedere, il piacere non è così intenso ma
il desiderio, quello, sì!
- Ora basta! – gemo mentre sposto la sua mano.
Arretro
di qualche passo e mi siedo sul divano in attesa con le mani poggiate a
lato delle gambe. Lui si alza e si avvicina con il membro che pare
svincolato da ogni legame con la forza di gravità. Si pone dinanzi a me e
si china per baciarmi ma lo anticipo spingendo il viso verso il suo
sesso. Lo ingoio ancora scaricando la tensione che provo. Non resiste,
poche languide leccate e si ritrae.
- Vieni! – lo prego mentre divarico le gambe e mi lascio cadere contro lo schienale del divano.
Un invito che comprende ogni significato di quel termine.
Lui
s’inginocchia tra le mie gambe e porta il pene contro la vagina, lo
poggia sulle labbra mentre il mio respiro diviene sempre più veloce,
quindi lo strofina delicatamente aprendole sin che non trova che il mio
caldo ventre ad attenderlo. Entra in me lentamente colmandomi. M’inarco,
mentre lo sento entrare e spingo il pube verso di lui per accoglierlo
completamente. Quando è tutto in me allungo le mani per trattenerlo e
inizio la mia danza.
- Resta dentro, fammelo sentire! – lo prego mentre orbito il bacino contro di lui.
Lui spinge mentre assaporo la sua presenza.
Mi piace!
Inspiro
a fondo quindi rilascio tutto il fiato in un gemito e rilascio ogni
tensione muscolare, mi sto aprendo completamente e lui inizia a
muoversi. Prima lentamente poi sempre più veloce con lunghi affondi che
mi fanno sobbalzare.
Ed io mi do sempre di più, divarico ancora le
gambe e mi godo i suoi sforzi sin che non inizio a sentire il bisogno
d’altro. Con gli occhi scorro il suo corpo, lo guardo mentre si muove
regolando con attenzione il tempo delle spinte, fisso i suoi muscoli
tesi, gli addominali e scendo ancora giù sino ad osservare il suo sesso
che penetra il mio. L’asta è turgida, lo sento marmoreo dentro di me, e
lucida dei miei umori.
- Fermati! – lo prego, mentre spingo con le mani sul suo bacino.
Lui
esce da me conscio che voglio cambiare posizione. Sospira riprendendo
fiato e controllo delle sue sensazioni mentre salgo con le ginocchia sul
divano e poggio le mani sullo schienale. Divarico le gambe e lo
richiamo dentro di me.
Mi prende nuovamente, questa volta da dietro.
Il suo sesso mi penetra senza esitazioni ora che mi conosce e sa quanto
sono eccitata, aperta per lui. Entra sino in fondo in un solo istante e
torna a muoversi. Ora lo sento meglio e mi eccitano le sue mani che mi
afferrano con forza i fianchi mentre mi penetra. Cerco di assecondare le
sue spinte, di muovermi insieme a lui e ben presto diveniamo una cosa
sola.
- Toccami! – lo prego.
Sensibile al mio desiderio la
sua mano scivola sulla pelle sino ad aprirsi sul bacino, mi comprime
poi scende ancora cercando con due dita il clitoride. Quando lo trova
una fitta di piacere mi fa urlare per incitarlo.
Mi tortura il
clitoride e spinge con sempre maggiore forza dentro di me. Lo sento
arrivare e divaricarmi, mi apre come se volesse entrare direttamente
nell’utero tanto spinge. Mi piace, godo della sua presenza, dei suo
colpi decisi e delle sue dita ora delicate sul clitoride. Non riesco a
trattenermi, a pensare, a controllare il mio corpo. Ben presto rimango
preda delle sensazioni che provo e, quasi passivamente, raccolgo ogni
minimo stimolo mentre il piacere monta sempre di più. Quando sento
l’orgasmo arrivare mi lascio completamente andare, le mani perdono la
presa sullo schienale del divano e crollo con il viso sulla pelle tra i
rantoli di piacere.
Non ho bisogno di pregarlo, di incitarlo a
muoversi ora che sto godendo. Lui capisce, sente il mio piacere dalle
violente contrazioni del ventre e le segue spingendosi dentro di me a
tempo con piacere.
È un orgasmo lungo, piacevole, non molto intenso
ma lungo. Temo che mi lasci sfiancata, distrutta, incapace di continuare
in quest’amplesso che si sta dimostrando migliore di quanto potessi
sperare.
Quando sente il mio respiro tornare regolare esce lentamente
da me, mi provoca una strana sensazione il vuoto che mi lascia dentro
nonostante il languore che sto provando. Mollemente mi volto per
stendermi sul divano. Mi sdraio dinanzi a lui e lo fisso negli occhi,
non sono necessarie parole in quanto il piacere è ancora chiaramente
dipinto sul mio viso mentre ancora fremo per quanto mi ha appena fatto
provare. Lui mi sorride e si siede al mio fianco accarezzandomi.
Rimango distesa a godermi le sue mani mentre gioco con il suo pene nella mia mano. Ho ancora voglia di lui.
- Baciami! – lo imploro.
Subito
le sue labbra sono sulle mie, le bocche si uniscono e le lingue si
cercano ricaricandoci di passione. Mi godo un lungo bacio poi,
divincolandomi, lo invito a sedersi e salgo su di lui. Porto il pube a
contatto del suo pene e strofino dolcemente la vulva sull’asta.
- Toglimi il bustino. – non è più una languida richiesta ma un ordine il mio.
- Non ti basta ancora? – domanda mentre armeggia con le chiusure sulla mia schiena.
- A te? – domando per risposta.
- No!
- Bene! – sospiro.
Finalmente
nuda spingo il seno contro il suo viso mentre mi sollevo per cercare
una nuova penetrazione, afferro il membro e me lo posiziono tra le
grandi labbra. Sento che si sta aprendo la strada, oramai mi conosce, e
scendo ingoiandolo nel mio ventre.
Voglio farlo godere, non cerco più
il mio piacere ma solo il suo ora. Inizio a muovermi come so essere più
stimolante per l’uomo sotto di me, avvolgo il suo membro con la mia
carne e mi richiudo contraendo i muscoli pubici. Quindi risalgo
lentamente. Le sue mani sui glutei percepiscono le sensuali orbite che
imprimo al mio pube e lo eccitano più di quanto senta in realtà. Lo
sento respirare sempre più velocemente, geme e spinge in alto il bacino
quando scendo.
- Ti piace?- domando con una voce che tradisce la mia emozione.
Lui non riesce a rispondere ma spinge ancora più in alto il suo corpo come per entrare tutto dentro di me.
- Sì… ti piace! – osservo divertita e soddisfatta.
Sento
già il suo orgasmo arrivare quando le sue mani scivolano dai glutei
giù, in mezzo alle natiche, e le divaricano. Poi, con una contorsione
che non oso immaginare una delle due si pone tra il suo corpo ed il mio
per scovare il clitoride, l’altra spinge delicatamente un dito nel mio
ano.
Sono costretta ad inarcare la schiena dall’intensa sensazione di piacere che questa mossa mi provoca.
- Bastardo… - sussurro tanto sottovoce che non può sentirmi.
Il dito nel mio ano si arcua e preme sulla sottile parete che lo separa il suo sesso che ho in pancia.. godo!
Cerco
di muovermi in modo da non perdere nulla di quanto mi fa e, allo stesso
tempo, di scivolare sul suo sesso in me. Non so che espressione posso
avere in questo momento ma noto che mi sta guardando eccitato.
- Godo! – confermo ad alta voce.
- Anche… i…. – non termina la frase.
reggiseno dietro la
schiena osservando la figura riflessa con occhio critico. Mi studio,
analizzo le curve e cerco impietosa i segni di un temuto cedimento
fisico. Le pelle liscia ed abbronzata mi soddisfa, mi piace la sua
lucentezza, come riflette la luce della lampada quando contraggo i
muscoli del bacino. Dolcemente mi accarezzo il ventre come per
verificare ciò che mi dicono gli occhi, cerco di immaginare le
sensazioni che può restituire questa pelle a chi l’accarezza con
desiderio e penso che tra poco le mani di un uomo si poggeranno su di
essa per stringermi, per avermi. Una fitta, una pressione interna quasi
dolorosa, mi fa comprendere quanto ho voglia di sesso.
- Riempimi, ti prego... riempimi! - lo imploro.
In
quel preciso istante lo sento inarcare la schiena e spingersi
completamente dentro di me, quindi lungo l’asta del suo pene percepisco
una lunga pulsione prima ancora del suo rantolo di piacere.
Il suo
seme mi sta inondando e stravolta da tutte le sensazioni che ho provato
in questi ultimi istanti godo insieme a lui. Un nuovo, esplosivo,
orgasmo si prende la mia ragione.
Divarico per quanto possibile le gambe e premo il pube contro i suoi testicoli mentre ancora sta eiaculando. E godo!
Mi
lascio cadere contro di lui che mi abbraccia, restiamo a lungo immobili
cercando di riprendere le forze. Quando riesco ad allontanarmi un
minimo sento la pelle rimanere aderente alla sua per il sudore dei
nostri corpi finalmente sazi. Il suo sesso è ancora dentro di me,
rilassato ora che ha raggiunto il suo scopo, mentre mi sollevo
lentamente un rivolo di seme lo segue nell’uscita.
Istintivamente lo
raccolgo con una mano ed asciugo anche quello che è rimasto sulla pelle
della vagina. I miei occhi sono fissi sulla prova del nostro amplesso
quando lui si rende conto che mi è venuto dentro. Allora cerca di
domandarmi se questo mi sconvolge.
Non rispondo ma lo bacio con passione mentre mi allontano per cercare il bagno per darmi una ripulita prima di vestirmi.
Mentre
cammino nuda verso la porta che mi ha indicato ricordo che ho lasciato
il cellulare con la chiamata attiva poggiato sul tavolo dinanzi al
divano, temendo che lui possa scoprire il gioco con il mio uomo torno
indietro pensando ad una scusa per recuperarlo. Affacciandomi nel
salotto che ha visto la nostra passione noto in lui lo sguardo di chi è
stato appena colto in un atto improprio. Fingo di non aver notato la sua
mano che scivolava via dal telefono fisso vicino al divano e recupero
il mio cellulare insieme alla borsetta e la biancheria, quindi torno
verso il bagno. Il suo gesto mi ha stupito ed incuriosita. Chi stava per
chiamare?
Mi do una veloce ripulita prima di indossare la biancheria
con gesti meccanici, i miei pensieri sono concentrati sull’espressione e
sul fugace movimento della sua mano quando sono entrata all’improvviso
nel salotto, poi noto che anche in bagno ha un apparecchio telefonico.
Con estrema delicatezza sollevo il ricevitore e lo porto all’orecchio.
- … è davvero fantastica! La bocca poi… la usa un modo incredibile! – dice la voce del mio ospite
- Vero. – Conferma una voce che mi fa rabbrividire all’altro capo.
- Sai cosa mi ha sconvolto?
Il
suo modo di “darsi”. La senti completamente tua… anche se sai che non è
così. Il suo corpo si muove come se esistessi solo tu ma… sai che la
sua anima non è lì con te in quel momento. Però da il massimo… è
difficile resisterle per più di qualche minuto.
- Hai notato come si apre quando inizia a godere? – Mi sento mancare… è la voce di Luciano, il mio uomo.
- Sì… ti avvolge completamente con… il suo corpo.
- Racconta!
- Più ti spingi in lei… più ti accoglie, pare non essere mai sazia del tuo sesso.
- Gode in un modo stupendo!- sottolinea Luciano.
-
Sì… diventa bellissima quando gode e… si muove diversamente in quel
momento. Anche la voce cambia, diviene più calda… sensuale… non dolce ma
sensuale…
- Si apre ancora di più e… diventa un lago.
- Un lago caldo! – conferma il mio ospite. - E... è avida di seme!
- Sì, non le basta mai! - conferma il mio uomo.
- Le sono venuto dentro... - ammette il mio amante di questa notte.
- Lo so, lo sapevo... - conferma Luciano - Lei lo vuole dentro, vuole sentirsi piena... sempre!
- Ma... a te non...
- Quando si fa riempire... è ancora più eccitante, quando arriva a casa con il seme di un altro dentro nel ventre... i suoi occhi hanno una luce divesa!
Poggio
il ricevitore al suo posto sconvolta da quanto ho appena ascoltato.
Pensavo che il gioco comprendesse non coinvolgesse consapevolmente il
mio amante di questa sera, invece era tutto combinato.
Tutto quanto?
Non
trovavo la risposta e non ero ancora in grado di capire se tutto questo
mi offendeva o meno. Ma perché avrei dovuto sentirmi offesa dal fatto
che i due uomini erano complici quando io avevo appena inviato al mio
uomo in video chiamata tutto l’amplesso?
Pensavo di conoscere a fondo
le regole del gioco ma avevo appena scoperto che queste regole erano
leggermente più complesse di quanto immaginassi, senza dubbio il ragazzo
nell’altra stanza non sapeva della chiamata video. Solo Luciano aveva
la piena consapevolezza del gioco anche perché nessuno di noi in quella
casa sapeva se lui si era goduto il nostro spettacolo sa solo o in dolce
compagnia… questo mi dava un senso di leggero fastidio.
Controllando
il mio aspetto allo specchio mi tornarono in mente i loro commenti su
di me. Belle parole, senza dubbio, nemmeno troppo volgari considerato
l’argomento ma… non mi andava che esaminassero le mie doti amatorie come
se discutessero sulle prestazioni di un’auto sportiva.
Ma era poi in questi termini che parlavano di me?
Rimpiansi di non aver ascoltato altro, dovevo trovare la forza di andare oltre lo stupore iniziale.
Dovevo meditarci su, tralasciare le reazioni a caldo che sempre comportano una buona dose di impulsività.
Il gioco si stava facendo interessante, non ero più l’unica complice del mio uomo.