domenica 2 novembre 2014

Le notti di Laura, un nuovo gioco esibizionista.

Il suo corpo si contorce sensuale mentre preme il sedere contro il bacino del ragazzo che l’abbraccia da dietro, la musica è solo un contorno, un suggerimento, poiché è lei a dettare il tempo. Ha gli occhi serrati e la mascella contratta tanto è concentrata sulle sensazioni che prova o che vuole far provare a lui. Il suo ballo è qualcosa che va al di là delle parole per descriverlo; è puro erotismo ancora svincolato dal sesso.
Le mani del giovane dalla vita scendono ai fianchi, e da qui lentamente si portano sul ventre mentre Laura abbozza un sorriso che lui non può vedere.
Lei si adagia contro di lui, senza mai interrompere la sensuale danza del bacino che richiama movimenti esplicitamente sessuali. L’eccitazione dei due sta montando inarrestabile, le mani del ragazzo cercano un passaggio attraverso gli stretti jeans di lei, sfiorano la pelle della pancia scoperta e cercano di violare il bordo della cintura per spingersi giù dove lei le sta aspettando, ma senza fretta; ha voglia di giocare questa sera.
Si lascia accarezzare, toccare anche intimamente. Il seno spinge contro il tessuto della maglia e lo disegna con le sue forme mentre i capezzoli cercano un contatto più carnale.
Lei è ispirata, spinge il sedere contro di lui e sicuramente ne coglie l’erezione prepotente tanto che il suo movimento cambia strofinandosi dal basso verso l’alto, ripetutamente con regolare determinazione tanto che lui vince le ultime incertezze ed inizia a slacciarle il bottone dei jeans per poi aprire la zip. Subito le mani si fanno strada sulla pelle di Laura, si spingono tra i lembi di tessuto sotto gli slip, sino al pube.
Laura si ferma ed inarca la schiena sussurrando qualcosa in un sospiro.
Lascia che lui frughi li in basso, che colga il suo calore e la voglia che dimostra. Lenta porta una mano dietro al sedere e la apre sul pene del ragazzo che sente attraverso i calzoni e lo stuzzica. I due sono così legati da una reciproca esplorazione, in attesa di un evento che dia inizio all’inevitabile esplosione di passione.

Laura è pronta, lo vuole.
Inginocchiata dinanzi a lui lo spoglia, sfiora il pene con la lingua, lo bacia mentre se lo immagina dentro, lo ingoia lentamente poi ritrae il viso e si allontana per alzarsi in piedi. Dalla distanza di due passi studia il ragazzo, quindi mentre si richiude i jeans e sistema la maglia gli dice qualcosa che lo lascia interdetto e se ne và.

Uscendo dal separè mi passa dinanzi ma il suo sguardo non incrocia il mio, pare non accorgersi di me tanto è distratta dai suoi pensieri.

Pochi istanti più tardi, sempre nello stesso luogo, è abbracciata ad un altro ragazzo. Questo pare più giovane del primo anche se più alto tanto che Laura è in punta di piedi mentre lo bacia togliendogli il respiro. Lui è seminudo, a torso nudo e la stringe con forza mentre lei si nutre nella sua bocca. Lo sta baciando con una passione che è raro vedere in lei in queste occasioni, gli occhi chiusi ed il trasporto che dimostra sono ancora più eccitanti della sua danza erotica di prima.
Lei si stacca per respirare e si porta contro la parete e lo chiama con un gesto invitante mentre si poggia e solleva le braccia sino ad afferrare il supporto di una lampada. Completamente esposta si offre alle sue mani che iniziano subito ad accarezzarla sotto la maglia sollevandola sino scoprire parte del seno prima di dedicarsi ai jeans e spogliarla lentamente. Laura inspira a fondo con la bocca aperta e rilascia il fiato rumorosamente mentre le mani del ragazzo esplorano ogni parte del suo corpo. Ha i Jeans calati sulle ginocchia e la maglietta sollevata sopra il seno mentre lui bacia e mordicchia i capezzoli, ma rimane immobile e si lascia eccitare da queste attenzioni sin che, sazia, lascia cadere le braccia intorno al collo del ragazzo e lo richiama sulla bocca per un altro lungo bacio prima di spingerlo verso il letto ed incitarlo a spogliarsi.
Lei si leva i Jeans lasciandoli a terra, quindi si sfila la maglia mentre lui oramai nudo si sistema sul letto. Laura ha indosso solo più il tanga nero, infila le dita tra gli elastici per sfilarselo poi ha un ripensamento; sorride al ragazzo sul letto e si allontana verso l’altro lato del separè, un angolo in ombra dove si scorge a malapena il ragazzo di prima seduto su di una sedia con i calzoni aperti ed il pene tra le mani. Laura si china su di lui e gli parla mentre con la mano sfiora il pene eretto del ragazzo e le sue mani che lo cingono, quindi lo guida a muoverle lentamente su e giù. Soddisfatta si allontana di un passo e termina di spogliarsi sfilandosi sensualmente il tanga dinanzi a lui.

Completamente nuda torna verso il letto e vi sale ponendosi a cavallo dell’altro.
Sensualmente inizia a baciarlo sul petto per scendere con esasperante calma sul bacino e quindi sul pube, Laura è inginocchiata sul letto china sul sesso del giovane, le mani poggiate sul materasso e la testa che si solleva per poi discendere con regolarità. Il viso del giovane è testimone di quanto i capelli di lei nascondono alla vista, Laura dimena il sedere, divarica un po’ le gambe mostrando la vagina depilata e lucida di umori all’altro ragazzo seduto che gli sta fissando.
Lei è chiaramente conscia degli occhi che la stanno spiando quando, senza staccare le labbra dal pene si muove sino a portare la vagina sopra il volto del ragazzo. In questa eccitante posizione afferra il pene con la mano ed inizia a leccarlo mentre fissa il ragazzo seduto che si sta masturbando dinanzi a loro due. L’espressione di Laura dimostra un piacere che non sta provando, geme e scorre la lingua lungo l’asta prima di ingoiarlo, torna su e lancia uno sguardo al ragazzo poi ripete la scena più volte sino a che il giovane sotto di lei le spinge una o due dita dentro. Lei inarca la schiena ed allontana il viso dal pene mentre sposta il pube per godersi le dita nella vagina e la lingua sul clitoride. Gode ed il ragazzo sotto di lei è instancabile, la lecca e penetra senza fermarsi portandola in quello stato pre orgasmico dove Laura perde completamente la ragione.
Ispirata dal piacere che prova torna a succhiare il sesso del ragazzo, ora il suo viso si muove velocemente: sale, scende, succhia e lecca senza apparente regola. Tra un incrociarsi di gemiti i due stanno godendo dinanzi all’altro seduto che ha fermato la propria mano dinanzi a quello spettacolo. Laura non ha più controllo e raggiunge un orgasmo devastante sul viso del ragazzo che non riesce a trattenere il proprio piacere inondandole la gola di sperma. Un orgasmo quasi simultaneo come piace a lei, ma nel posto sbagliato. Lei ingoia tutto, termina di leccare dolcemente il pene esausto del giovane mentre sposta gli occhi sull’altro immobile e sconvolto.
Lentamente si sposta per adagiarsi di fianco a colui che l’ha appena fatta godere, si lascia accarezzare poi pone una gamba sul corpo del giovane per avvicinarsi al suo orecchi e scambia qualche parola con lui mentre la mano scivola verso il pene per cingerlo.
Laura sussurra all’orecchio del giovane, forse lo stuzzica con la lingua nel mentre muove la mano intorno al pene. Si strofina contro il corpo del ragazzo e poi lo bacia con in bocca ancora il sapore del suo sperma che unisce a quello dei propri umori presenti in quella del ragazzo. I due si avvinghiano sul letto continuando a baciarsi sin che Laura si ritrova sopra di lui, con il pube a contatto del pene. Dolce e sensuale prende a strofinare le labbra della vagina sull’asta ancora rilassata, Laura si muove sensuale con i muscoli tesi dalla passione. Ha voglia di sentire qualcosa dentro, il piacere dell’orgasmo stimolato dal clitoride è servito solo ad accrescere la sua voglia.
Il seno e la bocca di Laura si contendono quella del ragazzo, inarca la schiena per poi spingere il seno in avanti, quindi scivola indietro e lo bacia mentre scivola su di lui. Le natiche divaricate mettono in mostra una vagina fradicia e quasi aperta, pronta ad accogliere un uomo dentro ma lui non è ancora pronto. Il sesso del ragazzo inizia a tornare in vita, ma lei non vuole attendere; sollevando il sedere porta una mano sotto di sé ed afferra il pene, lo tasta e nonostante la parziale rigidità se lo guida dentro. È talmente eccitata e dilatata che riesce a farsi penetrare anche da un pene in quello stato. Laura non dice nulla mentre lo fa scivolare dentro di sé, lo ingloba nel proprio corpo in silenzio quindi riprende a baciare il ragazzo mentre dimena sensualmente il sedere.
I movimenti di Laura aumentano d’intensità poco alla volta, lentamente inizia a far scorrere dentro di sé un sesso sempre più rigido sin che sorridendo al ragazzo si complimenta con lui. Ora si muove come piace a lei, sente la carne solida del ragazzo entrare nel ventre, scivolare nella vagina e riempirla li dove sente il vuoto.
Hanno appena goduto entrambi ma si muovono come se tenessero dentro una voglia insoddisfatta da tempo, Laura si adagia su di lui ed accoglie le sue spinte sobbalzando quindi porta giù il sedere e si solleva rimanendo con la schiena eretta per muovere solo il pube completamente penetrata dal giovane. Improvvisamente decide di cambiare posizione, Laura si solleva sino a far uscire il pene dalla vulva e trattiene il ragazzo che pare intenzionato ad alzarsi, forse per prenderla in altro modo. Lei ruota volgendo la schiena al ragazzo sul letto e torna a cavallo del suo corpo, sposta gli occhi sull’altro ragazzo seduto e si guida nuovamente dentro il pene. Scende decisa accogliendolo completamente quindi poggia una mano sul ventre ed indica un punto poco sotto l’ombelico all’altro, un muto segnale del tipo: “lo sento qui!”
Il ragazzo sulla sedia torna a menarselo con gli occhi fissi sul pube di Laura che si sta facendo penetrare dall’altro. Lei sta recitando per lui ora, con la mano divarica le labbra della vagina e si muove in modo da mostrargli come le sta entrando dentro oppure accarezza i testicoli mentre si muove su di lui. Non sembra cercare il piacere sin che dopo un lungo gemito si lascia cadere all’indietro con la schiena si contro il corpo del ragazzo che le afferra subito il seno trattenendola contro di sé mentre si muove dentro di lei.
Laura ha degli spasmi, il suo corpo si contrae ripetutamente ed ansima, viene ancora una volta mostrando la sua intimità completamente aperta e ripetutamente violata all’altro ragazzo sulla sedia. Questa volta riesce ad urlare la sua richiesta, chiede al giovane che ha dentro di godere con lei e viene saziata. Anche lui gode e raggiunge un improvviso orgasmo, ha il pene parzialmente dentro il corpo di Laura che si dimena in preda al piacere, forse il primo getto di seme viene rilasciato dentro di lei, ma le evoluzioni orgasmiche del bacino di Laura fanno scivolare via il membro che termina di eiaculare sulla pancia e sulle labbra della vagina. Dinanzi a questo spettacolo il ragazzo sulla sedia rantola ed un lungo schizzo di seme parte dal suo sesso in direzione del letto perdendosi sul tappeto.
Laura rimane distesa sul ragazzo sin che lui gentilmente non la scosta, ha il corpo imbrattato del seme del ragazzo ma non se ne cura tanto è appagata.

Poco dopo, rivestita e con i capelli sistemati, mi raggiunge.

- Pensavo te li volessi fare tutti e due!
- No, uno era solo di scorta…
- Solo di scorta? – le domando
- Beh… mi piaceva guardarlo mentre si masturbava dinanzi a me… ma se vuoi torno di la e…

La studiai per qualche istante cercando di capire se scherzava o se realmente sarebbe tornata a farsi scopare in quella camera, quindi la sfidai:

- Lo faresti davvero?
- Se vuoi…

Gli occhi di Laura si fissano sui miei.
Aveva ancora addosso il profumo del ragazzo e nell’alito quello del suo sesso, eppure mi guardava come se stessimo discutendo di un argomento qualsiasi.

- Tu hai ancora voglia di… - le domandai
- Lo sai! – rispose

Sorridendo prendo la mano di Laura e la guidai dentro il separè.
Il ragazzo che aveva goduto di lei se ne era già andato, l’altro stava ripulendo il tappeto con un fazzoletto di carta. Vedendoci entrare si immobilizza.
Laura fissa ancora i suoi occhi sui miei, uno sguardo interrogativo e di sfida nello stesso tempo. Non riesco ad immaginare cosa le sta passando per la testa.

- Ti va di farlo? – le domando
- Se tu me lo chiedi… Sì!
- Ma sai cosa ti voglio chiedere?

Laura chiude gli occhi e inspira a fondo.

- Sì, lo immagino ora.
- Quindi? - Le domando mentre mi avvicino e porto la mano sulla pelle sotto all'orlo dei jeans.

Laura si dimena, Spinge il pancino verso di me e divarica un po' le gambe. Slaccio il bottone e spingo giù la mano mentre il ragazzo ci fissa cercando di capire cosa abbiamo in mente.

- Non hai nulla sotto! - le faccio notare - Non hai rimesso gli slip!
- Mi piace sentire il jeans che preme sulle labbra - sussurra lei.
- Ti va di farlo? - le domando ancora.
- Mi stai eccitando! - mormora lei languida, ma non da una risposta diretta.

Slaccio completamente i jeans di Laura e lei dimena il sedere mentre li calo giù, risalgo con le mani lungo le gambe e spingo la destra tra le gambe, sino alla vagina.

- Sei bagnata!
- È ancora il seme del tipo di prima... - sottolinea lei.

Mi volto verso il ragazzo che si è nuovamente accomodato sulla poltrona e tiene il membro eretto nella mano.

- Ti va di avere ciò che non ti ha dato prima questa troia?

Laura sgrana gli occhi e mi fissa stupita del mio linguaggio ma sorride mentre si fila la maglia e scalcia i jeans caduti sui piedi.

- Sai dove voglio che tu lo prenda, vero?
- Sì! - risponde lei prima di avviarsi ancheggiando verso il ragazzo.

Senza aggiungere altro si inginocchia dinanzi a lui e china il capo verso il pene, dischiude le labbra e lo ingoia. Inizia succhiarlo e a leccarlo ricoprendolo di saliva sin che gli spasmi del ragazzo le fanno capire che sta esagerando.

- Mi vuoi? - domanda lei con voce innocente mentre si alza in piedi
- Sì! - geme lui.
- Allora sfondami il culo! - quasi urla lei.

Laura si volta, da la schiena al ragazzo che scivola un po in avanti portando il bacino sotto le gambe divaricate. Laura scende ed afferra il pene con la mano destra, cala sino a poggiarlo sullo sfintere poi solleva lo sguardo verso di me e mi fissa negli occhi mentre, lentamente, scende per farsi aprire.
Un urlo, un lungo gemito, poi Laura scosta la mano mostrando l'asta del pene per metà dentro di lei. Risale un po' e torna a scendere lenta, ripete questa mossa alcune volte sin che non lo accoglie tutto nelle viscere. Il suo viso mostra un'espressione di intenso piacere misto a dolore ma non si ferma
Continua a salire e scendere sull'asta con il busto eretto e mi fissa.
Mi avvicino a lei e le carezzo il seno, lei solleva lo sguardo e geme.

- Ti piace vero? - le domando
- Sì! - geme lei

Lascio scivolare la mano lungo il petto sino al bacino e poi sul pube, Laura geme e sospira. Sfioro le labbra della vagina e premo sul clitoride, lei freme.
Quando le spingo un dito dentro Laura spalanca gli occhi e urla, aumenta il ritmo tanto che quasi non riesco a seguirla poi improvvisamente si arresta a metà corsa, tutto il corpo è percorso da spasmi mentre trattiene il fiato, poi lascia uscire un lungo gemito e torna a muoversi lenta ora.

- Vengo! - urla lei come se fosse necessario annunciarlo.

Si muove sopra al ragazzo facendosi impalare senza ritegno mentre segue gli spasmi di piacere, il giovane porta le mani sui fianchi di Laura cercando di trattenerla poi si irrigidisce e spinge in alto il bacino. Laura lo sente venire e cala su di lui accogliendolo tutto nelle viscere.

Più tardi, tornando verso casa lei è silenziosa.

- Come ti senti? - le domando.
- Aperta... - risponde lei - Completamente aperta...



Le notti di Laura 11 di Luciano

Il sole sta tramontando tingendo di un rosso cupo il cielo dietro ai vigneti delle colline ove sorge questo centro benessere in cui ci siamo regalati alcuni giorni di totale relax. È stata una sua idea, o forse un’esigenza, dopo questi ultimi mesi di intenso lavoro e…!
Laura sentiva l’esigenza di allontanare la mente da tutto e tutti per qualche tempo, farsi il regalo più bello: quello di dedicarsi unicamente al proprio equilibrio.
Ora è lì, a pochi passi da me stesa sul lettino tra la piscina riscaldata e l’ampia vetrata che da sulle colline, una fila di pietre segue il corso della sua spina dorsale ed altre due sono poggiate sulle spalle. È nuda con solo un piccolo asciugamano sui glutei.

- Che ne dici se andiamo a cambiarci? – le domando

Un mugolio felino poi, senza voltarsi, risponde:

- Ancora un po’… ti prego!
- Ma non sei stufa? – le domando – Sei lì da ore ed ormai le pietre saranno fredde!
- Si sono raffreddate… ma io no! – risponde lei.

Guardo il suo corpo completamente rilassato e tento inutilmente di ricordare quante volte abbiamo fatto l’amore in questi giorni. Lontana dal resto del mondo Laura ha liberato totalmente la sua passione; lo abbiamo fatto in camera, nella sauna, in piscina… tra i vigneti. Ovunque abbiamo trovato un minimo di intimità e lei non ha mai cercato di proporre qualcuno dei nostri soliti perversi giochetti, si è dedicata completamente a me. La qual cosa non mi è dispiaciuta affatto, anche se il dubbio che Laura mi stia nascondendo qualcosa nasce dalla scoperta che da giorni non prende più le sue pillole per il controllo della fertilità. Ho notato che il blister dentro la scatola è integro ma non ho ancora affrontato l’argomento con lei.

- Ora sai cosa mi piacerebbe davvero?

La sua voce interrompe i miei pensieri.

- Una bottiglia di vino sulla terrazza per aperitivo prima della cena? – suggerisco.
- No, un massaggio… un lungo massaggio! – risponde languida.
- Un massaggio?
- Sì!

Laura porta le braccia sotto la fronte poi solleva il busto per voltarsi verso di me.

- Che dici… lo posso fare?
- Certo!
Qualcosa nel suo sguardo mi convince definitivamente, dopo giorni ho rivisto quella luce particolare che ha solo in certi momenti.
Mi alzo dal mio sdraio seguo il bordo della piscina per cercare qualcuno, in quel momento noto che siamo rimasti solo noi due lì nel solarium. Passo dinanzi alla sauna e raggiungo la saletta massaggi, come immaginavo non c’è nessuno l’orario dei massaggi è passato da tempo, sto per uscire quando la voce dal forte accento americano di un addetto mi richiama.
Non potevo sperare di meglio per Laura, chi mi si presenta è il migliore massaggiatore, si è diplomato negli Stati Uniti ed ha lavorato a lungo nelle migliori strutture della Florida.
Ci mettiamo d’accordo e lui decide di poterla massaggiare anche in solarium, tanto è vuoto a quest’ora. Mentre ci incamminiamo verso di lei noto che il nostro amico sta cercando le parole per dire qualcosa, allora lo invito parlare.

- È molto bella… ha, come dire, una pelle morbida ed un corpo muscoloso..
- Sodo!
- Sì, bella… belle forme.
- Si è già fatta massaggiare da te?
- Sì, ieri pomeriggio.

Ripenso al pomeriggio di ieri, ai movimenti di Laura e scopro che era riuscita a ricavarsi a mia insaputa il tempo per il massaggio, forse quando ero uscito per una lunga passeggiata a cavallo tra le colline.

- Solo massaggiare?

Lui mi guarda stupito, poi conferma.

- Sì!
- Strano! – noto io.

La mia domanda, in realtà non lo ha sconvolto più di tanto, è un bel ragazzo e da anni pratica massaggi alle donne di ogni nazionalità e cultura sessuale. Tant’è che dinanzi alla porta del solarium si ferma e mi domanda:

- Tu vuoi che…
- Se lo vuole lei! – confermo fissandolo negli occhi scuri, poi aggiungo – Tutto quello che ti chiede.

Lui annuisce serio poi spinge con decisione la porta ed entra. Lo seguo a distanza, in silenzio, per portarmi vicino al lettino di Laura, curioso di scoprire come sarebbe andata a finire.

Lei saluta come un vecchio amico il massaggiatore e gli richiede una specifica prestazione utilizzando il termine inglese, segno che una certa esperienza l’aiuta nella scelta.
Ben presto le mani nere dell’uomo iniziano a scorrere lente sulla schiena di Laura lucida per l’olio che vi ha steso, il contrasto delle pelli è davvero eccitante. Laura è passivamente distesa e si gode le sensazioni che quelle mani forti ed esperte le stanno donando, pare davvero intenzionata a farsi unicamente massaggiare. Lui, professionalmente, evita accuratamente i punti erogeni del corpo della mia donna, le mani giungono sino al limite dell’asciugamano sui glutei e non si spingono oltre.
Dopo averla rilassata con un lungo massaggio sulla spina dorsale e sulle spalle inizia a scendere sulle gambe e da qui ai piedi, Laura sospira ad ogni pressione più intensa delle altre ma sono gemiti che non hanno ancora nulla a che vedere con il sesso.
Sto pensando di lasciarli soli, convinto del fatto che Laura non cerca altro questa sera, quando lei sussurra qualcosa, una richiesta che lui soddisfa prontamente scostando l’asciugamano per poggiare le mani sui glutei. La cosa si sta facendo interessante: lei ha sollevato leggermente il sedere ed il respiro più veloce dimostra che non sia molto rilassata in questo momento. Le mani del ragazzo scivolano sulla pelle delle natiche e proseguono sulle cosce per poi risalire lente, ad ogni passaggio noto come le dita si spingano sempre più verso l’interno delle cosce e quando giungono al sedere dolcemente spingono tra il solco delle natiche.
Laura si lascia toccare, il fatto che non protesta è un chiaro invito a spingersi oltre, quando finalmente la mano del ragazzo si spinge tra le gambe sino a sfiorare le labbra della vulva Laura inspira a fondo quindi si rigira sul lettino.

- Non ti fermare! – lo prega con voce roca.

Lui fissa per un lungo istante il corpo di Laura poi afferra la boccetta dell’olio e lo fa colare lentamente sul seno per poi scendere sino al ventre e fermarsi sul pube. Laura geme al contatto con quel liquido ed inarca un po’ la schiena mentre dischiude le labbra. Lui rimane immobile ad osservarla, quindi lascia colare ancora un po’ di olio direttamente sull’inguine.
Subito le mani si poggiano sul busto di Laura, spargono dolcemente l’olio sulla pelle sfiorando il seno, scorrono giù verso il bacino per poi risalire lente premendo con forza. Laura ha gli occhi chiusi, inspira ed espira sempre più velocemente sin che le mani nere coprono completamente il suo seno.
Laura apre gli occhi e fissa il ragazzo.

- Continua! – la sento sussurrare

Lui abbandona il seno per scorrere la pelle sino al pube e da qui sulle gambe, quando sta per risalire Laura le apre delicatamente invitandolo. Lui non aspettava altro, spinge la mano tra le gambe di lei e raggiunge la vulva, la sfiora, la copre completamente poi ne separa le labbra delicatamente senza staccare gli occhi dal viso di Laura e dalla sua espressione sempre più ispirata e, forse, lasciva.
Quelle mani continuano a scivolare sulla sua pelle e lei si apre sempre più a loro, le gambe si separano sempre più ad ogni passaggio offrendo al giovane qualcosa di più che un semplice corpo da massaggiare. Pare che il tempo per Laura non abbia importanza, chiaramente è decisa a godersi quelle mani a lungo si che non noto la sua mano spingersi verso il ragazzo e sfiorarne i calzoni corti che indossa. Laura tasta i genitali, fa le sue considerazioni poi si rivolge a lui:

- Sei eccitato! – gli fa notare
- Sei molto bella… - risponde sicuro lui.
- Mi vuoi?

Laura si solleva dal lettino, senza attendere risposta, e si mette seduta sul bordo rivolta al massaggiatore; divarica le gambe e lo richiama dinanzi a sé per tornare a poggiare la mano sui genitali.
Mentre lei tasta attraverso i calzoncini lui si sfila la maglietta mostrando un corpo muscoloso dalla pelle nera e lucida di sudore per il lungo massaggio che le ha fatto. Quando fa scendere i calzoncini un pene scuro ed di generose dimensioni punta verso la mia donna. Laura lo ammira per un istante poi lo afferra con le mani menandolo dolcemente, pare indecisa o assorta nel constatarne le dimensioni.
Lui si spinge contro di lei, le pone le mani intorno al capo e si china per baciarla. Laura si abbandona al bacio ma non rilascia la presa delle mani sul sesso dell’uomo.
Il lettino non è il luogo ideale per il tipo di amplesso che sta prendendo forma nella sua mente.

- Mi scopi? – domanda lei.

Laura respinge dolcemente l’uomo per scivolare giù dalla seduta, si guarda intorno poi lo prende per mano per guidarlo verso dei materassini posti dinanzi all’ampia vetrata, lo fa adagiare disteso e si pone a cavallo del suo corpo. Mentre si china per baciarlo noto che lancia un’occhiata nella mia direzione, non può vedermi ma sicuramente percepisce la mia presenza poiché sorride maliziosa.
Bacia il massaggiatore strofinandosi contro di lui facilitata dall’olio che ha ancora sulla pelle, quindi sazia di baci si solleva e spinge il pube proprio sopra ai genitali dell’uomo. Stuzzicandolo con il pube strofinato sui genitali tasta con le mani il busto, poi torna ad afferrare il pene e lo stringe mentre se lo poggia sulla pelle del bacino, quando sposta lo sguardo verso il basso noto che il glande supera quasi l’ombelico di Laura. Con la vulva poggiata sui testicoli pare prendere le misure di quanto tra poco avrà dentro.
Le mani del massaggiatore ancora unte di olio si portano sul pene e lo ungono dopo averlo sottratto alla presa di Laura, lei osserva l’operazione in silenzio quindi spinge sulle gambe e si solleva portandosi in avanti. Pone il pube sopra il pene e scende lenta mentre lui lo guida dentro di lei.
Laura chiude gli occhi quando si sente penetrare, inspira e continua a scendere lentamente assaporando quella presenza sempre più “importante” dentro di sé. Ne ha preso circa la metà quando si ferma e sospira, subito le mani dell’uomo si portano sui fianchi di Laura e la trattengono mentre lui sussurra:

- Con calma… scendi piano e vedrai che ti piacerà!
- Sì… ne sono sicura! – geme lei

Laura si solleva un po’, lascia uscire il pene ma non completamente quindi torna a scendere. Poco alla volta il viso della mia donna si stravolge in un’espressione di pura eccitazione più che di reale piacere, la vedo fissare ripetutamente lo sguardo verso il proprio ventre e sul pene che la trafigge piacevolmente. L’eccitazione che prova e la dolcezza delle carezze che riceve riescono a farle ingoiare completamente nel ventre quel voluminoso pene nero.
Laura fa scendere una mano sino al pube, la apre e pone due dita intorno al sesso mentre scende, quando sente il proprio corpo contro quello dell’uomo si rende finalmente conto di quanto sia profondamente dentro di lei in quel momento. Geme soddisfatta ed inizia a muoversi su di lui.
Con la schiena eretta ed la testa reclinata all’indietro spinge in fuori il seno mentre dimena le anche, se lo tiene tutto dentro a lungo limitandosi a piccoli ma sensuali movimenti. Poi il desiderio di godere la spinge a salire e scendere con un ritmo sempre più sostenuto. Non è la prima volta che la vedo cavalcare con foga un altro uomo, ma non l’avevo mai vista salire tanto e staccarsi da lui senza lasciar uscire il membro dal ventre. Pare intenzionata a sfruttarne tutta la lunghezza con perverso piacere ma solo quando, in preda alla passione delirante, si solleva più del solito mi rendo conto di quanto poco lo sfruttasse. Laura geme ed attende impaziente che lui torni a guidarglielo dentro, ora riesce ad inglobarlo senza più alcun problema. Si fa penetrare e scende decisa gemendo quasi di dolore.
Quando modifica radicalmente la sua danza, quando la vedo chinarsi verso di lui poggiando le mani sul busto e rallentare il tempo dell’amplesso capisco che sta godendo.
Laura inarca la schiena e spinge il volto verso il soffitto, rimane immobile con gli occhi spalancati e le pupille dilatate prima di spingersi violentemente indietro ed urlare di piacere. Mentre è preda dell’orgasmo si muove sull’uomo come una folle, sale e scende gemendo ogni volta che lo prende dentro. Un orgasmo lungo e sconvolgente che le sconvolge i lineamenti del viso.
Lentamente si rilassa, rallenta la cavalcata e cerca di riprendere un respiro regolare.
Non si solleva da lui ma continua a tenerlo dentro.
Sorride languida all’uomo poi le sussurra qualcosa, dal movimento delle labbra colgo la sua richiesta.
Laura ora prende a muoversi per il piacere di lui, sa come far godere un uomo.
Lo porta verso il piacere, lo costringe a perdere il controllo, e quando ne percepisce l’imminente orgasmo solleva la schiena. Come all’inizio dell’amplesso scende tutta contro di lui, lo prende completamente dentro limitando i movimenti. Lui gode e Laura gestisce il piacere del maschio sino a farlo esplodere.
La vedo sobbalzare dallo stupore e quindi chiudere gli occhi prima di portare le mani sul capo, tra i capelli, e lasciarsi riempire l’utero dal suo sperma.

Mentre lei langue su di lui trattenendolo dentro rivedo la confezione delle pillole anticoncezionali integra e provo per la prima volta una sensazione di sconforto nel vederle scopare con un altro.

Quella stessa notte, mentre lei era sotto la doccia, le domando:

- Non te lo sei mai presa tanto dentro….
- C’eri?
- Lo sai…
- Sai che non ne è uscita una goccia tanto me lo ha spinto in fondo…
- Sei…
- Una troia?
- Sì
- È vero… ma sei stato tu a portarlo da me con l’intenzione di farmi scopare da lui!

Rimango in silenzio dopo questa affermazione.

- All’inizio mi ha fatto male…
- Poi? – domando
- Mi hai visto godere… no?
- Sì.

Laura esce dalla doccia splendida come sempre, sposta lo sguardo sui miei occhi poi mi domanda.

- Avanti… cosa c’è?
- Nulla… è che…
- Hai trovato la confezione di pillole intera… vero?
- Sì!
- Ne ho due!
- Due? – domando stupito
- Sì, che effetto ti ha fatto immaginarmi ingravidata da lui?
- Brutto!

Laura sorride poi mi bacia mentre sussurra:

- Questo è l’unico limite che non supererò mai! 
  ... forse (aggiunge sottovoce)

mercoledì 31 ottobre 2012

Tradire #5 by Laura

 Questo racconto è attualmente archiviato su http://www.raccontimilu.com/viewstory.php?sid=12511

Lui geme e serra gli occhi. Sento il suo corpo irrigidirsi sotto di me, allora scendo e lo accolgo tutto dentro di me. Mi muovo lenta, contratta, sensuale.

Sono bagnata.

Fradicia!

Sento il calore umido della mia eccitazione in mezzo alle gambe, il ventre che si contrae negli spasmi del desiderio.

La mano scivola sulle gambe, sale su e raggiunge il ventre dove preme forte come per colmare il senso di vuoto che sento dentro, quindi scosta con due dita l’elastico dei calzoni che indosso e si porta decisa sulla vagina. La apro lentamente sino a coprirmi mentre un dito separa le labbra e si posizione contro il buchino.

Rileggo ancora le parole che ho sul monitor, le parole di questa mail che mi sta eccitando. Le parole di cosa vorresti farmi… e la voglia di toccarmi sino all’orgasmo cresce ancora.

Il pensiero divaga tra ciò che le immagini del nostro amplesso che stimolano le tue parole ed il fallo di gomma che tengo nel mio cassetto. Ho voglia alzarmi per andarlo a prendere, poi tornare qui a leggerti mentre me lo spingo dentro, così come tu descrivi il tuo sesso muoversi in me nella tua mail.

Ma gli occhi scorrono le parole che ho già letto e riletto, ad ogni frase ti sento sempre più reale dentro di me mentre la mano si muove sulle mia intimità. Sento il tuo sesso dentro di me, lo sento scorrere, riempirmi, saziarmi e sento il piacere di tenerti dentro. Mi accorgo di muovere il bacino così come lo stai descrivendo, mi accorgo di spingere il pube contro il tuo sesso per prenderlo sempre più dentro… ma non ci sei. Non c’è nessuno dinanzi a me, dentro di me. Solo il mio dito.

Godo.

Non come tu descrivi, ma godo.

I miei umori infradiciano la mano, i calzoni aderenti e gli slip. Sento il mio profumo salire e mi soffermo più volte sulla frase che descrive le mie sensazioni del tuo seme che mi riempie. Sono così reali che potrei averle scritte io, per questo sono così efficaci. Ti sento venire, sento le pulsioni lungo l’asta del tuo sesso profondamente piantato nel mio ventre, sento il tuo seme… il tuo piacere virtuale che si trasforma, improvvisamente, nel mio reale.

Vengo gemendo su di te che non ci sei, ma ti sento.

Godo lentamente di un orgasmo irreale quanto intenso… ma il mio ventre è vuoto.



Riprendo coscienza e fisso il monitor incredula. Rileggo ancora qualche frase qua e là domandandomi come sei riuscito ad eccitarmi in questo modo con una semplice mail.

Nonostante il piacere ho voglia. L’orgasmo non ha fatto altro che accentuare il mio desiderio. Ma sono sola in casa.

Sì, il mio fallo sintetico è sempre pronto a soddisfarmi. Ma ora non sarebbe sufficiente. Le tue parole mi hanno fatto venire voglia di due mani sulla mia pelle, di labbra contro le mie, di vera carne dentro il mio ventre.

Mi accorgo che la mano ha lasciato il pube e ancora fradicia del tuo piacere si porta sul telefono. Compongo un numero che so a memoria senza dover pensare e attendo paziente che squilli.



- Ho voglia!

Non dico altro.

Non devo dire il mio nome, lui conosce bene la mia voce.



- Sei sola? – domanda

- Sì. – Rispondo



Lui attende qualche istante poi continua:



- Cosa vuoi?

- Scopare! – rispondo sincera

- Come mai vuoi farlo da sola? – conosce il nostro gioco.

- Ho voglia!

- Dammi mezz’ora.

- No, prima… - rantolo.



Chiudo la tua mail, e sto per spegnere il Pc ma un pensiero perverso si affaccia alla mia mente: potrei attivare la webcam in camera e registrare tutto per poi spedirti il risultato della tua mail; ma sarebbe scorretto nei tuoi confronti. Mi limiterò a raccontarti tutto, questa notte sarai tu il mio complice.

Spengo il pc e mi spoglio mentre vado a farmi una doccia.

L’acqua sulla pelle mi ricorda le tue mani, così come le descrivevi, le sento quando si avvicinano alla pancia per scivolare sul pube ed il getto dell’acqua segue esattamente lo stesso percorso. Mi stai ancora eccitando!



Venti minuti dopo lui è alla porta, vado ad accoglierlo coperta dal solo asciugamano legato sul seno.

Lui entra e mi guarda.

Sciolgo il nodo e rimango nuda dinanzi a lui senza nemmeno chiudere la porta.



- Scopami! – lo imploro

- Sei splendida!

- Lascia stare i complimenti… scopami, sono pronta. – e mi avvinghio a lui per baciarlo.



Con un calcio lui chiude la porta e ci trasciniamo vero il letto, mi lascio stendere e crollo divaricando le gambe in attesa.

Lui si spoglia, non mi domanda altro, mi conosce.

Sento il suo peso che sale sul letto, le sue mani che si poggiano delicate sulle pelle del bacino. Le sento salire verso il seno, aprirsi e le dita stringere i capezzoli. Gemo di piacere e sollevo il bacino.



- Questa sera hai davvero voglia! – nota lui

- Sì!

- Che ti è successo?

- Prendimi… adesso!



Mi accarezza ancora qualche istante poi lo sento sistemarsi tra le mia gambe, non ho ancora aperto gli occhi, ho sempre in mente le tue parole. Anche ora che il suo glande preme sulla vagina e lentamente mi apre, mi scivola dentro, mi penetra.

Così come hai detto tu!



- Sììì!!! – gemo



Lui inizia a muoversi dentro di me ed io lo assecondo.

- Sei… sei incredibile questa sera! – rantola stupito lui

- Sono tua! – mento.



Lui si muove regolare sopra di me, inesorabile e deciso. Mi piace.

Vengo quasi subito, l’orgasmo tanto desiderato esplode dentro di me.

Lui non dice nulla e mi asseconda spingendo a tempo del mio piacere, riesce a farmi godere a lungo. È bravo e l’ho scelto proprio per questo.



- Sei già venuta! – constata stupito.

- Te l’ho detto che avevo voglia!

- Si vede!

- Ora stenditi!



Lui scivola via, esce da me e si stende al mio fianco. Subito gli sono sopra, mi adagio su di lui e lo bacio a lungo mentre strofino il pube sul suo sesso durissimo.



- Adesso tocca a te… - sorrido maliziosa mentre mi solevo per portare il pube sopra il suo



Guido dolcemente il suo sesso dentro di me, scendo lenta ed inizio a muovermi sopra di lui. Mi piace osservare il suo viso mentre lo faccio godere. Mi diverto a tenerlo dentro per stimolarlo con le sole contrazioni interne, poi salgo e scendo più volte strappandogli gemiti di piacere.



- Ti voglio! – sussurro.



Lui sa cosa intendo.



- Lasciati andare! – lo prego



Lui geme e serra gli occhi. Sento il suo corpo irrigidirsi sotto di me, allora scendo e lo accolgo tutto dentro di me. Mi muovo lenta, contratta, sensuale.

Lui rantola e spinge in alto il bacino.

Sento il suo pene pulsare ritmicamente, lentamente. Il suo seme mi riempie il ventre e… godo, godo ancora.

Mi sta venendo dentro e provo esattamente quello che tu hai descritto… ti penso mentre lui gode dentro di me.



Lo abbiamo rifatto, ancora una volta quella notte prima che lui se ne andasse.

Mi ha domandato perché l’ho cercato anche se ero sola in casa, è stata la prima volta che l’ho fatto. Non gli ho detto che la tua mail mi aveva eccitata, non gli ho detto che non ho fatto sesso con lui quella notte, e nemmeno l’ho fatto con il mio uomo. Non l’ho fatto con il pensiero. Non ero con lui, non era lui dentro di me, non era lui che mi riempiva la pancia con il suo seme.



Tu sai chi era… vero?

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sabato 14 luglio 2012

Prova d'infedeltà

Semi sdraiata sul divano con le gambe spalancate ed i piedi appoggiati al tavolino dietro le mie spalle, assorbiva i miei colpi gemendo ad ogni affondo. Era bellissima con i capelli sparsi disordinatamente sul viso, la bocca socchiusa e gli occhi a volte serrati altre sbarrati; stava godendo e questo la rendeva ancora più eccitante. Osservavo il seno sobbalzare ad ogni colpo mentre entravo in lei senza quasi sensazioni tanto era aperta e lubrificata dai suoi copiosi umori.
Con la voce rotta dal respiro sempre più affannoso mi incitava, ma le sue parole uscivano quasi incomprensibili sin che non mi chiese di rallentare.

- Aspetta!
Più lento, ti prego… sto per venire e non voglio ancora… mi piace troppo!
- Parla! – la incitai, mi eccitava la sua voce
- Muoviti piano, esci tutto poi entra lentamente… voglio sentirti!
- Dimmi cosa provi… cosa senti… a cosa pensi! – volevo cogliere nel tono di voce il suo piacere.
- Non so… mi piace… così… Sì!
- Dai, dimmi cosa senti!
- Ti sento dentro, mi riempi, colmi il mio ventre! – intanto contraeva il bacino per chiudersi contro di me
- A cosa pensi?
- Al sesso!
- Lo stiamo facendo… dimmi cosa sogni in questo momento.
- Nulla… rallenta ancora, muoviti piano… così

Aprì gli occhi per fissarli sui miei, erano lucidi e splendidi.

- Mi fai godere! – ammise
- Sei bellissima! – dissi affondando in lei. – Ti piace sentirlo dentro?
- Sì!
Sì!
- Quanto ti piace? – insistetti
- Da morire… non riesco a farne a meno!
- Ed il mio non ti basta… vero? – domandai conoscendo già la risposta.
- No!

Teneva gli occhi serrati e non potevo cogliere nulla dal suo sguardo, ma il suo corpo dimostrava una tensione che andava al di là del semplice piacere. Si era improvvisamente richiusa, qualcosa stava disturbando la sua eccitazione ma era andata troppo oltre e non poteva fermarsi ora.

- Toccami! – mi chiese a conferma delle mie sensazioni

Avvicinai una mano al pube ma rimasi sul limite della vagina.

- Come fai a soddisfare la tua voglia? – le domandi entrando sempre più lentamente in lei
- Non ti fermare… ti prego!
- Su dimmelo, la tua voce mi eccita! – in quel momento pizzicai tra le dita il clitoride strappandole un lungo gemito di piacere.
- Lo sai…
- Dimmelo! – le ordinai
- Mi faccio scopare…
- Da quanti?
- Non lo so, mi eccita l’infedeltà! - ammise

In quel momento lei colse una contrazione del mio pene, una fitta d’intenso piacere.

- Ti eccita l’idea della tua donna che si fa scopare… sento!
- Mi ecciti tu! – tergiversai
- Dimmelo… ti eccita il pensiero che mi faccio sbattere da altri… godi a guardami mentre lo faccio… dimmelo! – la sua voce era quasi un orgasmo
- Sì – le confessai.

In quell’istante il suo corpo si contrasse, inarcò la schiena e s’irrigidì anche internamente. La vidi serrare con forza gli occhi e controllare il respiro. Rimasi immobile dentro di lei.

- Non ora… non adesso! – mormorava.
- Lasciati andare, non lo fermare!
- No! È troppo prest….

Non le lascia terminare la frase, ripresi a muovermi lentamente, scivolai fuori dal suo ventre poi tornai dentro spingendo con forza. Furono sufficienti due di queste alternanze per vedere il viso di Laura trasformarsi.
Stava godendo ed era bellissima, osservai il suo orgasmo e ne ebbi chiara percezione grazie alle sue ritmiche contrazioni interne. Continuavo a muovermi ma dolcemente, mantenevo costante lo stimolo per prolungarle il piacere, ma non avevo ancora finito con lei. Le sue parole mi avevano troppo eccitato per concedermi il lusso di godere insieme a lei, non mi sarebbe bastato. Lei allungo languidamente una mano portandosela verso il pube, sapevo che questo stava ad indicare lo scemare delle ripetute ondate di piacere.

- Non volevo venire così! – ammise con la voce caldissima.
- Rilassati…! Sei bella quando godi.

Sfilai il membro da lei accarezzandone il corpo con le mani, poi m’inginocchiai dinanzi alla vulva fradicia e la baciai. Lei si contorse ed emise un gridolino di piacere.

- Piano… piano, sono molto sensibile ora!
- Hai un sapore…unico – costatai mentre tenevo il viso a pochi centimetri dalla vulva – Profumi di sesso!
- Ti piace? – domandò lei.
- Lo adoro! Mi piace indosso a te.
- È l’odore del mio piacere!
- È l’odore di femmina che mi eccita! – le confessai
- Di femmina in calore… - aggiunse lei.
- Di femmina che ha appena goduto. – precisai. – Stai ancora colando di umori… non ti basta vero?
- No!
- Ne vuoi ancora?
- Come sempre!

Mordicchiai il clitoride e Laura sollevò il pube contro il mio viso come per indicarmi quanto volesse ancora godere. Nonostante l’intenso stimolo sulla vagina arrossata dal recentissimo amplesso riusciva a parlare tra un rantolo e l’altro. Stava perdendo il controllo e non potevo perdere quest’occasione. Sollevando leggermente il viso prima di tuffarmi nuovamente sul suo sesso dissi:

- Hai spesso questo sapore, questo profumo indosso.
- Ogni volta che faccio sesso lo ho, torno a casa e non faccio nulla per mascherarlo… so che ti piace scoprirlo su di me e immaginare cosa ho fatto per averlo.

Intanto la stavo leccando con sempre più vigore.

- Fermati, o mi fai nuovamente venire così!
- Non ti va?
- Ti voglio dentro! – disse lei

Non mi concesse repliche, mi allontanò per alzarsi e voltarmi le spalle. Si mise in ginocchio sul divano e sollevò una gamba sul bracciolo.

- Prendimi!

Mi avvicinai e guidai il membro dentro di lei penetrandola da dietro. Lei voltò il viso verso di me e disse:

- Sì! Questo mi piace.
- Ti piace prenderlo…
- Mi piace prenderlo da te…
- E non solo! – la incalzai sperando che continuasse il suo perverso discorso.
- Oggi vuoi sentirmi parlare! – costatò lei con un sorriso.
- Mi eccita ascoltare le tue confessioni da troia.
- Se vuoi… ti posso dimostrare quanto so esserlo!

Affondai il membro dentro di lei con una spinta decisa.

- Continua! – la incitai.

Laura si stava eccitando nel liberare la coscienza almeno quanto me nell’ascoltarla, ora era il tempo di giocarsi il tutto per tutto. Ne eravamo coscienti nonostante il forte coinvolgimento sessuale: stavamo godendo dei nostri corpi, la mente era dibattuta tra ragione ed istinto sessuale, una forte carica erotica tentava d’annebbiare i pensieri ma, nonostante tutto, la razionalità non aveva ceduto. Tutti e due volevamo la stessa cosa ma non eravamo mai riusciti a confessarcelo, questo era il momento giusto.
Laura divenne improvvisamente seria, temetti d’aver perso l’occasione, poi finalmente:

- Se vuoi… posso farlo davanti a te!
- Cosa? – volevo esserne sicuro a costo di rompere l’incantesimo
- Te lo dimostro… siediti!

Laura si spinse in avanti costringendomi ad uscire da quel caldo ricettacolo che era il suo ventre. Accolsi il suo invito e mi sedetti sul divano mentre lei stiracchiava le gambe intorpidite per la posizione di prima, quindi mi voltò le spalle ed indietreggiò sino a me.
Aprendo le gambe per sistemarsi su di me disse:

- Ora immagina di stare là, comodamente seduto su quella poltrona che mi guardi mentre scendo, in questo modo, su di un bel….

Laura si divaricò le labbra e scese su di me infilandoselo dentro al primo colpo. Mentre scendeva completamente continuò:

- Ecco… potresti vedere mentre mi prendo dentro, come ora, tutta la carne di un altro… così!
- Continua!
- Non è questo che vuoi da me? – domandò voltandosi
- Sì! – risposi sinceramente rischiando un immediato orgasmo
- Potrei muovermi così!

Laura prese a orbitare con il bacino salendo e scendendo su di me al contempo, era davvero molto efficace questa sua danza.

- Ti piace? – domandò lei
- Immaginami su di un altro… come vorresti che finisse?

Lei era sempre più eccitata, la sentivo completamente aperta intorno a me. Afferrai i fianchi per trattenerla giù, con il mio membro profondamente conficcato nel ventre, ero al limite ma riuscii a dire:

- Così!

E lasciai sfogare il mio orgasmo.
Mentre pulsavo il seme dentro di lei si rese conto della mia affermazione. Laura respirò a fondo poi colsi nuovamente quella serie di ritmiche contrazioni inequivocabili. Benché non ansimasse o gemesse di piacere sapevo che aveva raggiunto un nuovo orgasmo.
Si sollevò lentamente da me, scivolò ai miei piedi e prese tra le labbra il membro sfinito.

- Piano! Sono sensibile ora. – questa frase l’avevo già sentita
- Taci!

Laura prese a leccarmi e a baciarmi dolcemente il glande.

- Davvero? – domandò tra una leccatina ed un bacio
- Sì!
- Sono venuta quando ti ho sentito pulsare dentro!
- Lo so!
- Posso farmi riempire?

Non attese la mia risposta, la sua non era una domanda ma una constatazione, ingoiò il membro e succhiò con forza strappandomi un gemito d’intenso piacere, quasi un anticipo sui nostri futuri giochi.


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martedì 1 maggio 2012

Dentro di te


Sei lì, semisdraiata sul divano, con la gonna sollevata in vita, la camicetta slacciata ed il reggipetto alzato sopra il seno. Hai le gambe aperte in modo osceno e mi osservi mentre mi ricompongo. Lentamente ti massaggi il ventre come per lenire un dolore generato dall’eccessivo godimento.
Ti sollevi a fatica e ti poni dinanzi a me a gambe divaricate. Un po’ di seme cola lentamente dalle labbra della vagina depilata con cura. Sei bellissima mentre fissi i miei occhi con i capelli disordinatamente sparsi sul viso ancora atteggiato in una smorfia di piacere.
Senza alcun preliminare mi hai voluto dentro. Neppure ti sei spogliata, ti sei sfilata gli slip ed hai sollevato la gonna chiamandomi in silenzio dentro di te.
Ti sei fatta letteralmente sbattere incitandomi a muovermi sempre più veloce e a fondo dentro di te, volevi sentirti aprire e penso d’averlo fatto quando ti ho strappato delle smorfie di dolore.
Più spingevo con foga, più ti vedevo godere e gemevi sovrastando l’audio del video che ti mostrava in tutta la tua perversa bellezza poche ore prima.
Ti scopavo mentre tu scopavi nel video, ti sentivo godere mentre godevi anche nel video, entravo in te spingendo a fondo mentre tu, nel video, scendevi aprendoti completamente sul membro di un altro.
Quando sono entrato in casa non hai detto altro che: “Guarda!”. E mi hai condotto davanti alla tv.
Nel video eri vestita allo stesso modo, identici orpelli che usi quando mascheri la tua magnifica pelle. Eri abbracciata ad un uomo e lo baciavi, nella nostra camera.
Non parlavi, osservavi il video in silenzio ma sentivo il tuo respiro accelerare quando la scena mostrava le mani dell’uomo infilarsi sotto la corta gonna per stringere con forza le natiche. Ti lasciavi toccare, frugare, scoprire intimamente, senza protestare ma nemmeno lo incitavi. Eri un pupazzo nelle sue mani, un essere inanimato che plasmava la sua carne contro quelle mani. Ti lasciavi fare tutto e questo dimostrava la tua completa disponibilità.
Ti sei fatta spogliare, sfilare la gonna, aprire la camicetta e slacciare il reggiseno; quindi ti sei allontanata da lui ed hai sfilato il tanga e, dopo aver sistemato le calze, ti sei seduta sul letto nell’attesa. Nuda hai divaricato le gambe mentre con la mano coprivi pudicamente il pube.  Dolcemente hai divaricato le labbra per poi penetrarti con un dito gemendo in modo esagerato. Ammiccavi con gli occhi e nel tuo viso si coglieva un piacere intenso mentre univi un secondo dito al primo. Ti scopavi con la mano dinanzi a lui.
Lo hai preso tra le labbra, sino in gola, più volte. Succhiavi con passione ora che avevi abbandonato parte della passività di prima. Vedevo lui fremere, lo facevi godere troppo. Dalle guance incavate capivo con quale intensità lo stimolavi.
A questo punto hai voluto, al mio fianco sul divano, che ti toccassi: hai preso la mia mano e te la sei portata tra le cosce. Erano calde, umide di sudore. Non portavi gli slip, le labbra della vagina ancora più bagnate profumavano di sesso. Volevo parlare con te, farmi descrivere nei dettagli di là del video cosa avevi provato, ma mi hai fatto tacere.
Ora l’immagine sullo schermo ti riprendeva sopra di lui. Ti muovevi lenta e languida. Chinata in avanti lo baciavi mentre le anche si muovevano. Lo tenevi dentro, lo volevi sentire a fondo nel ventre prima d’iniziare a cavalcarlo.
Soddisfatta hai raddrizzato la schiena ed, appoggiando le mani sul suo petto, hai preso a muoverti con più vigore. Ti sollevavi e poi scendevi ancheggiando allo stesso tempo, spingevi avanti il bacino per poi tornare indietro. Godevi! Si poteva comprendere dai tuoi gemiti e da come reclinavi la testa all’indietro.
Non ho resistito e ti ho chiesto: “Dove?”
Tu hai capito subito cosa intendevo, hai aperto le gambe e mi hai mostrato le calze autoreggenti macchiate nell’interno coscia.
La mia mano si è avvicinata alle tue labbra mentre i tuoi occhi mi fissavano sfidandomi. Mi sono fatto strada dentro di te ed ho trovato un lago. Non eri semplicemente eccitata, non erano solamente i tuoi umori di donna vogliosa. Eri piena.
Piena di sperma. Piena del seme vivo di quell’altro uomo che ti eri appena scopato.
Allora sono sceso dal divano, mi sono inginocchiato dinanzi a te e mi sono aperto i calzoni. Ero eccitato al massimo, ti ho presa subito e tu mi hai accolto dentro senza difficoltà. Eri più eccitata di me nonostante il recente amplesso. Dentro eri calda, umida, perfettamente lubrificata.
Forse troppo lubrificata, troppo aperta, troppo troia.
Ti muovevi venendomi incontro, il tuo ventre mi cercava per farsi ancora aprire, per farmi scivolare dentro di te ancora piena del suo seme. Una espressione indecifrabile nei tuoi occhi mi eccitava ancora più del tuo corpo, del tuo ventre, del tuo seno. Volevi ancora sesso, volevi ancora godere, volevi ancora sperma.
Ti ho scopata e ti ho riempita, strappandoti un altro orgasmo in tempo per vedere il termine di quel video; mentre ti sollevavi da lui lentamente ed il suo membro, oramai stanco e rilassato, rilasciava un po’ di seme sulle calze.
Sei fantastica!
Questo video si aggiunge alla nostra collezione, è la testimonianza di quanto sai essere femmina.

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