mercoledì 31 ottobre 2012

Tradire #5 by Laura

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Lui geme e serra gli occhi. Sento il suo corpo irrigidirsi sotto di me, allora scendo e lo accolgo tutto dentro di me. Mi muovo lenta, contratta, sensuale.

Sono bagnata.

Fradicia!

Sento il calore umido della mia eccitazione in mezzo alle gambe, il ventre che si contrae negli spasmi del desiderio.

La mano scivola sulle gambe, sale su e raggiunge il ventre dove preme forte come per colmare il senso di vuoto che sento dentro, quindi scosta con due dita l’elastico dei calzoni che indosso e si porta decisa sulla vagina. La apro lentamente sino a coprirmi mentre un dito separa le labbra e si posizione contro il buchino.

Rileggo ancora le parole che ho sul monitor, le parole di questa mail che mi sta eccitando. Le parole di cosa vorresti farmi… e la voglia di toccarmi sino all’orgasmo cresce ancora.

Il pensiero divaga tra ciò che le immagini del nostro amplesso che stimolano le tue parole ed il fallo di gomma che tengo nel mio cassetto. Ho voglia alzarmi per andarlo a prendere, poi tornare qui a leggerti mentre me lo spingo dentro, così come tu descrivi il tuo sesso muoversi in me nella tua mail.

Ma gli occhi scorrono le parole che ho già letto e riletto, ad ogni frase ti sento sempre più reale dentro di me mentre la mano si muove sulle mia intimità. Sento il tuo sesso dentro di me, lo sento scorrere, riempirmi, saziarmi e sento il piacere di tenerti dentro. Mi accorgo di muovere il bacino così come lo stai descrivendo, mi accorgo di spingere il pube contro il tuo sesso per prenderlo sempre più dentro… ma non ci sei. Non c’è nessuno dinanzi a me, dentro di me. Solo il mio dito.

Godo.

Non come tu descrivi, ma godo.

I miei umori infradiciano la mano, i calzoni aderenti e gli slip. Sento il mio profumo salire e mi soffermo più volte sulla frase che descrive le mie sensazioni del tuo seme che mi riempie. Sono così reali che potrei averle scritte io, per questo sono così efficaci. Ti sento venire, sento le pulsioni lungo l’asta del tuo sesso profondamente piantato nel mio ventre, sento il tuo seme… il tuo piacere virtuale che si trasforma, improvvisamente, nel mio reale.

Vengo gemendo su di te che non ci sei, ma ti sento.

Godo lentamente di un orgasmo irreale quanto intenso… ma il mio ventre è vuoto.



Riprendo coscienza e fisso il monitor incredula. Rileggo ancora qualche frase qua e là domandandomi come sei riuscito ad eccitarmi in questo modo con una semplice mail.

Nonostante il piacere ho voglia. L’orgasmo non ha fatto altro che accentuare il mio desiderio. Ma sono sola in casa.

Sì, il mio fallo sintetico è sempre pronto a soddisfarmi. Ma ora non sarebbe sufficiente. Le tue parole mi hanno fatto venire voglia di due mani sulla mia pelle, di labbra contro le mie, di vera carne dentro il mio ventre.

Mi accorgo che la mano ha lasciato il pube e ancora fradicia del tuo piacere si porta sul telefono. Compongo un numero che so a memoria senza dover pensare e attendo paziente che squilli.



- Ho voglia!

Non dico altro.

Non devo dire il mio nome, lui conosce bene la mia voce.



- Sei sola? – domanda

- Sì. – Rispondo



Lui attende qualche istante poi continua:



- Cosa vuoi?

- Scopare! – rispondo sincera

- Come mai vuoi farlo da sola? – conosce il nostro gioco.

- Ho voglia!

- Dammi mezz’ora.

- No, prima… - rantolo.



Chiudo la tua mail, e sto per spegnere il Pc ma un pensiero perverso si affaccia alla mia mente: potrei attivare la webcam in camera e registrare tutto per poi spedirti il risultato della tua mail; ma sarebbe scorretto nei tuoi confronti. Mi limiterò a raccontarti tutto, questa notte sarai tu il mio complice.

Spengo il pc e mi spoglio mentre vado a farmi una doccia.

L’acqua sulla pelle mi ricorda le tue mani, così come le descrivevi, le sento quando si avvicinano alla pancia per scivolare sul pube ed il getto dell’acqua segue esattamente lo stesso percorso. Mi stai ancora eccitando!



Venti minuti dopo lui è alla porta, vado ad accoglierlo coperta dal solo asciugamano legato sul seno.

Lui entra e mi guarda.

Sciolgo il nodo e rimango nuda dinanzi a lui senza nemmeno chiudere la porta.



- Scopami! – lo imploro

- Sei splendida!

- Lascia stare i complimenti… scopami, sono pronta. – e mi avvinghio a lui per baciarlo.



Con un calcio lui chiude la porta e ci trasciniamo vero il letto, mi lascio stendere e crollo divaricando le gambe in attesa.

Lui si spoglia, non mi domanda altro, mi conosce.

Sento il suo peso che sale sul letto, le sue mani che si poggiano delicate sulle pelle del bacino. Le sento salire verso il seno, aprirsi e le dita stringere i capezzoli. Gemo di piacere e sollevo il bacino.



- Questa sera hai davvero voglia! – nota lui

- Sì!

- Che ti è successo?

- Prendimi… adesso!



Mi accarezza ancora qualche istante poi lo sento sistemarsi tra le mia gambe, non ho ancora aperto gli occhi, ho sempre in mente le tue parole. Anche ora che il suo glande preme sulla vagina e lentamente mi apre, mi scivola dentro, mi penetra.

Così come hai detto tu!



- Sììì!!! – gemo



Lui inizia a muoversi dentro di me ed io lo assecondo.

- Sei… sei incredibile questa sera! – rantola stupito lui

- Sono tua! – mento.



Lui si muove regolare sopra di me, inesorabile e deciso. Mi piace.

Vengo quasi subito, l’orgasmo tanto desiderato esplode dentro di me.

Lui non dice nulla e mi asseconda spingendo a tempo del mio piacere, riesce a farmi godere a lungo. È bravo e l’ho scelto proprio per questo.



- Sei già venuta! – constata stupito.

- Te l’ho detto che avevo voglia!

- Si vede!

- Ora stenditi!



Lui scivola via, esce da me e si stende al mio fianco. Subito gli sono sopra, mi adagio su di lui e lo bacio a lungo mentre strofino il pube sul suo sesso durissimo.



- Adesso tocca a te… - sorrido maliziosa mentre mi solevo per portare il pube sopra il suo



Guido dolcemente il suo sesso dentro di me, scendo lenta ed inizio a muovermi sopra di lui. Mi piace osservare il suo viso mentre lo faccio godere. Mi diverto a tenerlo dentro per stimolarlo con le sole contrazioni interne, poi salgo e scendo più volte strappandogli gemiti di piacere.



- Ti voglio! – sussurro.



Lui sa cosa intendo.



- Lasciati andare! – lo prego



Lui geme e serra gli occhi. Sento il suo corpo irrigidirsi sotto di me, allora scendo e lo accolgo tutto dentro di me. Mi muovo lenta, contratta, sensuale.

Lui rantola e spinge in alto il bacino.

Sento il suo pene pulsare ritmicamente, lentamente. Il suo seme mi riempie il ventre e… godo, godo ancora.

Mi sta venendo dentro e provo esattamente quello che tu hai descritto… ti penso mentre lui gode dentro di me.



Lo abbiamo rifatto, ancora una volta quella notte prima che lui se ne andasse.

Mi ha domandato perché l’ho cercato anche se ero sola in casa, è stata la prima volta che l’ho fatto. Non gli ho detto che la tua mail mi aveva eccitata, non gli ho detto che non ho fatto sesso con lui quella notte, e nemmeno l’ho fatto con il mio uomo. Non l’ho fatto con il pensiero. Non ero con lui, non era lui dentro di me, non era lui che mi riempiva la pancia con il suo seme.



Tu sai chi era… vero?

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sabato 14 luglio 2012

Prova d'infedeltà

Semi sdraiata sul divano con le gambe spalancate ed i piedi appoggiati al tavolino dietro le mie spalle, assorbiva i miei colpi gemendo ad ogni affondo. Era bellissima con i capelli sparsi disordinatamente sul viso, la bocca socchiusa e gli occhi a volte serrati altre sbarrati; stava godendo e questo la rendeva ancora più eccitante. Osservavo il seno sobbalzare ad ogni colpo mentre entravo in lei senza quasi sensazioni tanto era aperta e lubrificata dai suoi copiosi umori.
Con la voce rotta dal respiro sempre più affannoso mi incitava, ma le sue parole uscivano quasi incomprensibili sin che non mi chiese di rallentare.

- Aspetta!
Più lento, ti prego… sto per venire e non voglio ancora… mi piace troppo!
- Parla! – la incitai, mi eccitava la sua voce
- Muoviti piano, esci tutto poi entra lentamente… voglio sentirti!
- Dimmi cosa provi… cosa senti… a cosa pensi! – volevo cogliere nel tono di voce il suo piacere.
- Non so… mi piace… così… Sì!
- Dai, dimmi cosa senti!
- Ti sento dentro, mi riempi, colmi il mio ventre! – intanto contraeva il bacino per chiudersi contro di me
- A cosa pensi?
- Al sesso!
- Lo stiamo facendo… dimmi cosa sogni in questo momento.
- Nulla… rallenta ancora, muoviti piano… così

Aprì gli occhi per fissarli sui miei, erano lucidi e splendidi.

- Mi fai godere! – ammise
- Sei bellissima! – dissi affondando in lei. – Ti piace sentirlo dentro?
- Sì!
Sì!
- Quanto ti piace? – insistetti
- Da morire… non riesco a farne a meno!
- Ed il mio non ti basta… vero? – domandai conoscendo già la risposta.
- No!

Teneva gli occhi serrati e non potevo cogliere nulla dal suo sguardo, ma il suo corpo dimostrava una tensione che andava al di là del semplice piacere. Si era improvvisamente richiusa, qualcosa stava disturbando la sua eccitazione ma era andata troppo oltre e non poteva fermarsi ora.

- Toccami! – mi chiese a conferma delle mie sensazioni

Avvicinai una mano al pube ma rimasi sul limite della vagina.

- Come fai a soddisfare la tua voglia? – le domandi entrando sempre più lentamente in lei
- Non ti fermare… ti prego!
- Su dimmelo, la tua voce mi eccita! – in quel momento pizzicai tra le dita il clitoride strappandole un lungo gemito di piacere.
- Lo sai…
- Dimmelo! – le ordinai
- Mi faccio scopare…
- Da quanti?
- Non lo so, mi eccita l’infedeltà! - ammise

In quel momento lei colse una contrazione del mio pene, una fitta d’intenso piacere.

- Ti eccita l’idea della tua donna che si fa scopare… sento!
- Mi ecciti tu! – tergiversai
- Dimmelo… ti eccita il pensiero che mi faccio sbattere da altri… godi a guardami mentre lo faccio… dimmelo! – la sua voce era quasi un orgasmo
- Sì – le confessai.

In quell’istante il suo corpo si contrasse, inarcò la schiena e s’irrigidì anche internamente. La vidi serrare con forza gli occhi e controllare il respiro. Rimasi immobile dentro di lei.

- Non ora… non adesso! – mormorava.
- Lasciati andare, non lo fermare!
- No! È troppo prest….

Non le lascia terminare la frase, ripresi a muovermi lentamente, scivolai fuori dal suo ventre poi tornai dentro spingendo con forza. Furono sufficienti due di queste alternanze per vedere il viso di Laura trasformarsi.
Stava godendo ed era bellissima, osservai il suo orgasmo e ne ebbi chiara percezione grazie alle sue ritmiche contrazioni interne. Continuavo a muovermi ma dolcemente, mantenevo costante lo stimolo per prolungarle il piacere, ma non avevo ancora finito con lei. Le sue parole mi avevano troppo eccitato per concedermi il lusso di godere insieme a lei, non mi sarebbe bastato. Lei allungo languidamente una mano portandosela verso il pube, sapevo che questo stava ad indicare lo scemare delle ripetute ondate di piacere.

- Non volevo venire così! – ammise con la voce caldissima.
- Rilassati…! Sei bella quando godi.

Sfilai il membro da lei accarezzandone il corpo con le mani, poi m’inginocchiai dinanzi alla vulva fradicia e la baciai. Lei si contorse ed emise un gridolino di piacere.

- Piano… piano, sono molto sensibile ora!
- Hai un sapore…unico – costatai mentre tenevo il viso a pochi centimetri dalla vulva – Profumi di sesso!
- Ti piace? – domandò lei.
- Lo adoro! Mi piace indosso a te.
- È l’odore del mio piacere!
- È l’odore di femmina che mi eccita! – le confessai
- Di femmina in calore… - aggiunse lei.
- Di femmina che ha appena goduto. – precisai. – Stai ancora colando di umori… non ti basta vero?
- No!
- Ne vuoi ancora?
- Come sempre!

Mordicchiai il clitoride e Laura sollevò il pube contro il mio viso come per indicarmi quanto volesse ancora godere. Nonostante l’intenso stimolo sulla vagina arrossata dal recentissimo amplesso riusciva a parlare tra un rantolo e l’altro. Stava perdendo il controllo e non potevo perdere quest’occasione. Sollevando leggermente il viso prima di tuffarmi nuovamente sul suo sesso dissi:

- Hai spesso questo sapore, questo profumo indosso.
- Ogni volta che faccio sesso lo ho, torno a casa e non faccio nulla per mascherarlo… so che ti piace scoprirlo su di me e immaginare cosa ho fatto per averlo.

Intanto la stavo leccando con sempre più vigore.

- Fermati, o mi fai nuovamente venire così!
- Non ti va?
- Ti voglio dentro! – disse lei

Non mi concesse repliche, mi allontanò per alzarsi e voltarmi le spalle. Si mise in ginocchio sul divano e sollevò una gamba sul bracciolo.

- Prendimi!

Mi avvicinai e guidai il membro dentro di lei penetrandola da dietro. Lei voltò il viso verso di me e disse:

- Sì! Questo mi piace.
- Ti piace prenderlo…
- Mi piace prenderlo da te…
- E non solo! – la incalzai sperando che continuasse il suo perverso discorso.
- Oggi vuoi sentirmi parlare! – costatò lei con un sorriso.
- Mi eccita ascoltare le tue confessioni da troia.
- Se vuoi… ti posso dimostrare quanto so esserlo!

Affondai il membro dentro di lei con una spinta decisa.

- Continua! – la incitai.

Laura si stava eccitando nel liberare la coscienza almeno quanto me nell’ascoltarla, ora era il tempo di giocarsi il tutto per tutto. Ne eravamo coscienti nonostante il forte coinvolgimento sessuale: stavamo godendo dei nostri corpi, la mente era dibattuta tra ragione ed istinto sessuale, una forte carica erotica tentava d’annebbiare i pensieri ma, nonostante tutto, la razionalità non aveva ceduto. Tutti e due volevamo la stessa cosa ma non eravamo mai riusciti a confessarcelo, questo era il momento giusto.
Laura divenne improvvisamente seria, temetti d’aver perso l’occasione, poi finalmente:

- Se vuoi… posso farlo davanti a te!
- Cosa? – volevo esserne sicuro a costo di rompere l’incantesimo
- Te lo dimostro… siediti!

Laura si spinse in avanti costringendomi ad uscire da quel caldo ricettacolo che era il suo ventre. Accolsi il suo invito e mi sedetti sul divano mentre lei stiracchiava le gambe intorpidite per la posizione di prima, quindi mi voltò le spalle ed indietreggiò sino a me.
Aprendo le gambe per sistemarsi su di me disse:

- Ora immagina di stare là, comodamente seduto su quella poltrona che mi guardi mentre scendo, in questo modo, su di un bel….

Laura si divaricò le labbra e scese su di me infilandoselo dentro al primo colpo. Mentre scendeva completamente continuò:

- Ecco… potresti vedere mentre mi prendo dentro, come ora, tutta la carne di un altro… così!
- Continua!
- Non è questo che vuoi da me? – domandò voltandosi
- Sì! – risposi sinceramente rischiando un immediato orgasmo
- Potrei muovermi così!

Laura prese a orbitare con il bacino salendo e scendendo su di me al contempo, era davvero molto efficace questa sua danza.

- Ti piace? – domandò lei
- Immaginami su di un altro… come vorresti che finisse?

Lei era sempre più eccitata, la sentivo completamente aperta intorno a me. Afferrai i fianchi per trattenerla giù, con il mio membro profondamente conficcato nel ventre, ero al limite ma riuscii a dire:

- Così!

E lasciai sfogare il mio orgasmo.
Mentre pulsavo il seme dentro di lei si rese conto della mia affermazione. Laura respirò a fondo poi colsi nuovamente quella serie di ritmiche contrazioni inequivocabili. Benché non ansimasse o gemesse di piacere sapevo che aveva raggiunto un nuovo orgasmo.
Si sollevò lentamente da me, scivolò ai miei piedi e prese tra le labbra il membro sfinito.

- Piano! Sono sensibile ora. – questa frase l’avevo già sentita
- Taci!

Laura prese a leccarmi e a baciarmi dolcemente il glande.

- Davvero? – domandò tra una leccatina ed un bacio
- Sì!
- Sono venuta quando ti ho sentito pulsare dentro!
- Lo so!
- Posso farmi riempire?

Non attese la mia risposta, la sua non era una domanda ma una constatazione, ingoiò il membro e succhiò con forza strappandomi un gemito d’intenso piacere, quasi un anticipo sui nostri futuri giochi.


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martedì 1 maggio 2012

Dentro di te


Sei lì, semisdraiata sul divano, con la gonna sollevata in vita, la camicetta slacciata ed il reggipetto alzato sopra il seno. Hai le gambe aperte in modo osceno e mi osservi mentre mi ricompongo. Lentamente ti massaggi il ventre come per lenire un dolore generato dall’eccessivo godimento.
Ti sollevi a fatica e ti poni dinanzi a me a gambe divaricate. Un po’ di seme cola lentamente dalle labbra della vagina depilata con cura. Sei bellissima mentre fissi i miei occhi con i capelli disordinatamente sparsi sul viso ancora atteggiato in una smorfia di piacere.
Senza alcun preliminare mi hai voluto dentro. Neppure ti sei spogliata, ti sei sfilata gli slip ed hai sollevato la gonna chiamandomi in silenzio dentro di te.
Ti sei fatta letteralmente sbattere incitandomi a muovermi sempre più veloce e a fondo dentro di te, volevi sentirti aprire e penso d’averlo fatto quando ti ho strappato delle smorfie di dolore.
Più spingevo con foga, più ti vedevo godere e gemevi sovrastando l’audio del video che ti mostrava in tutta la tua perversa bellezza poche ore prima.
Ti scopavo mentre tu scopavi nel video, ti sentivo godere mentre godevi anche nel video, entravo in te spingendo a fondo mentre tu, nel video, scendevi aprendoti completamente sul membro di un altro.
Quando sono entrato in casa non hai detto altro che: “Guarda!”. E mi hai condotto davanti alla tv.
Nel video eri vestita allo stesso modo, identici orpelli che usi quando mascheri la tua magnifica pelle. Eri abbracciata ad un uomo e lo baciavi, nella nostra camera.
Non parlavi, osservavi il video in silenzio ma sentivo il tuo respiro accelerare quando la scena mostrava le mani dell’uomo infilarsi sotto la corta gonna per stringere con forza le natiche. Ti lasciavi toccare, frugare, scoprire intimamente, senza protestare ma nemmeno lo incitavi. Eri un pupazzo nelle sue mani, un essere inanimato che plasmava la sua carne contro quelle mani. Ti lasciavi fare tutto e questo dimostrava la tua completa disponibilità.
Ti sei fatta spogliare, sfilare la gonna, aprire la camicetta e slacciare il reggiseno; quindi ti sei allontanata da lui ed hai sfilato il tanga e, dopo aver sistemato le calze, ti sei seduta sul letto nell’attesa. Nuda hai divaricato le gambe mentre con la mano coprivi pudicamente il pube.  Dolcemente hai divaricato le labbra per poi penetrarti con un dito gemendo in modo esagerato. Ammiccavi con gli occhi e nel tuo viso si coglieva un piacere intenso mentre univi un secondo dito al primo. Ti scopavi con la mano dinanzi a lui.
Lo hai preso tra le labbra, sino in gola, più volte. Succhiavi con passione ora che avevi abbandonato parte della passività di prima. Vedevo lui fremere, lo facevi godere troppo. Dalle guance incavate capivo con quale intensità lo stimolavi.
A questo punto hai voluto, al mio fianco sul divano, che ti toccassi: hai preso la mia mano e te la sei portata tra le cosce. Erano calde, umide di sudore. Non portavi gli slip, le labbra della vagina ancora più bagnate profumavano di sesso. Volevo parlare con te, farmi descrivere nei dettagli di là del video cosa avevi provato, ma mi hai fatto tacere.
Ora l’immagine sullo schermo ti riprendeva sopra di lui. Ti muovevi lenta e languida. Chinata in avanti lo baciavi mentre le anche si muovevano. Lo tenevi dentro, lo volevi sentire a fondo nel ventre prima d’iniziare a cavalcarlo.
Soddisfatta hai raddrizzato la schiena ed, appoggiando le mani sul suo petto, hai preso a muoverti con più vigore. Ti sollevavi e poi scendevi ancheggiando allo stesso tempo, spingevi avanti il bacino per poi tornare indietro. Godevi! Si poteva comprendere dai tuoi gemiti e da come reclinavi la testa all’indietro.
Non ho resistito e ti ho chiesto: “Dove?”
Tu hai capito subito cosa intendevo, hai aperto le gambe e mi hai mostrato le calze autoreggenti macchiate nell’interno coscia.
La mia mano si è avvicinata alle tue labbra mentre i tuoi occhi mi fissavano sfidandomi. Mi sono fatto strada dentro di te ed ho trovato un lago. Non eri semplicemente eccitata, non erano solamente i tuoi umori di donna vogliosa. Eri piena.
Piena di sperma. Piena del seme vivo di quell’altro uomo che ti eri appena scopato.
Allora sono sceso dal divano, mi sono inginocchiato dinanzi a te e mi sono aperto i calzoni. Ero eccitato al massimo, ti ho presa subito e tu mi hai accolto dentro senza difficoltà. Eri più eccitata di me nonostante il recente amplesso. Dentro eri calda, umida, perfettamente lubrificata.
Forse troppo lubrificata, troppo aperta, troppo troia.
Ti muovevi venendomi incontro, il tuo ventre mi cercava per farsi ancora aprire, per farmi scivolare dentro di te ancora piena del suo seme. Una espressione indecifrabile nei tuoi occhi mi eccitava ancora più del tuo corpo, del tuo ventre, del tuo seno. Volevi ancora sesso, volevi ancora godere, volevi ancora sperma.
Ti ho scopata e ti ho riempita, strappandoti un altro orgasmo in tempo per vedere il termine di quel video; mentre ti sollevavi da lui lentamente ed il suo membro, oramai stanco e rilassato, rilasciava un po’ di seme sulle calze.
Sei fantastica!
Questo video si aggiunge alla nostra collezione, è la testimonianza di quanto sai essere femmina.

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La tua vera passione

Il vestito sale lentamente trascinato dalle tue mani scoprendo la pelle abbronzata, i miei occhi ed i suoi occhi cercano il segno bianco del costume senza trovarlo. Ancheggi maliziosa senza scoprire il pube, mantieni l’orlo del vestito proprio lì e torturi i nostri occhi. Sai già che ti concederai ma vuoi farti sospirare, desiderare, sognare, forse pregare.
Finalmente sollevi il tessuto sino in vita e mostri il pube nudo, completamente depilato che mostra le labbra vogliose. Il tuo desiderio è palese, lo si può comprendere osservandoti da dietro per come contrai i muscoli dei glutei. Dinanzi la tua vulva è lucida, pronta ed accogliente.
Nessun altro preliminare, lo vuoi.
Sali sopra di lui e ti fai penetrare subito.
Ti scivola dentro e tu scendi accogliendolo tutto.
Attendi di sentirti piena poi inizi a muoverti spostando il bacino avanti e indietro mentre sali e scendi. Un movimento complesso che sai fare alla perfezione e che ti fa godere subito. Lo senti bene quanto ti entra dentro, come ti apre il ventre.

Ansimi, gemi e ti muovi sempre più veloce.
Con una mano ti appoggi alla sua spalla mentre con l’altra trattieni il vestito sopra il seno. Vuoi i suoi baci sui capezzoli e ti spingi contro di lui senza mai fermarti.
Prossima all’orgasmo ti sollevi e ti volti prima di risalire su di lui. Apri le gambe e scendi lenta aspettando che te lo guidi dentro. Ora lasci fare a lui. Mi guardi mentre lui spinge con il bacino la carne dentro di te. Ti fai scopare lentamente senza reagire, ti limiti a godere di quei colpi regolari. La mano che teneva il vestito sul seno scivola verso il basso seguita dalla stoffa, la porti sul pube per afferrare i suoi testicoli e stringerli mentre si muove. Lo tiri verso di te, lo chiami sempre più dentro. Dolcemente ti masturbi come se non ti fosse sufficiente quel palo che ti viola il ventre. Godi e ti lasci cadere indietro, appoggi la schiena contro di lui che non perde il ritmo. Lui ti prende per le gambe e te le apre per muoversi meglio nella tua caverna insaziabile.
Ti sento urlare di piacere nel preciso istante in cui il tuo ventre si contrae. Ti spingi verso il basso per prenderlo completamente dentro e godi.
Continui a godere sotto i suoi colpi sin che non rilasci ogni muscolo e crolli esausta.
Lentamente ti sollevi, mi guardi mentre ti sfili dall’alto il vestito per rimanere finalmente nuda.
Sei bellissima sudata con la pelle abbronzata ed il piacere dipinto sul viso.
Tendi una mano verso di lui e lo fai alzare poi ti sdrai sul divano, apri le gambe e lo chiami.
Lui ti strofina il pene sul pube, ti apre le labbra poi ti penetra ancora. La sua carne sparisce dentro di te lentamente. I tuoi occhi sono assenti, sembri disinteressata a tutto ora che hai goduto ma ti lasci sbattere. Apri la bocca per succhiare il dito che ti sfiora le labbra, lui pare indeciso: la tua bocca promette un piacere ancora più intenso del ventre ma sei così calda, così morbida ed accogliente che è impossibile resistere e ti viene dentro. Pulsa tutto il suo seme dentro di te che, ad occhi chiusi, ti godi ancora questa sensazione.
Quando se ne va rimani lì stesa sul divano nella stessa posizione. Non ti ricomponi, lasci che il seme coli dalla vagina lento sulla pelle delle cosce e da li sul vestito che hai steso sul divano.
Mi slaccio i calzoni e ti porgo il pene sulle labbra, tu apri la bocca e lo ingoi subito. Mentre succhi ti domando cosa hai intenzione di fare nei prossimi giorni, abbiamo ancora più di una settimana da passare in questo villaggio prima della fine delle ferie.
Non rispondi, non puoi con la bocca piena, ma spalanchi la bocca quando cogli l’imminenza del mio orgasmo e ti vengo direttamente in gola. So già la tua risposta, farai il pieno di seme maschile, la tua vera passione.


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lunedì 23 aprile 2012

Tutto dentro di me di Laura

Mi son sempre domandata che effetto faccia cambiare completamente colore di capelli.
Lo so che la personalità non dovrebbe dipendere dall’aspetto fisico ma volevo provare ad essere mora per una volta. Quindi mi son procurata una tintura, di quelle temporanee, e mi son fatta i capelli neri, corvini.
Questo sconvolgimento estetico non ha, inizialmente, avuto altro effetto che una serie di complimenti veri e sentiti ed un’altra serie di complimenti più “diplomatici”. Però mi piaceva il mio viso riflesso nello specchio, la pelle abbronzata mi pareva valorizzata dai capelli neri… se non fosse per quel ciuffetto biondo la sotto… Ma non me la sentivo di tingermi anche lì!


Finalmente è tornato il sole!
Dopo giorni di pioggia l’estate pareva terminata, invece ecco nuovamente il sole. Il suo calore risveglia i miei sensi ma sono sola in casa da giorni, non mi resta che aspettare il rientro del mio uomo per scaricargli addosso tutta la passione di questa donna che si guarda allo specchio e vede nello sguardo riflesso una passione insoddisfatta.
Mi devo distrarre, meglio un buon libro mentre mi godo questo sole sul terrazzo.
Mi spoglio e cerco un costume nell’armadio, voglio qualcosa che non lasci il segno sulla schiena… vediamo…

- E chi cavolo è adesso? – mi domando ad alta voce mentre squilla il telefono.
- Sì?- rispondo e domando allo stesso tempo
- Il premio femmina? – domanda una voce maschile dall’altra parte.

Il ventre mi si contrae mentre una serie di sensazioni contrastanti invadono il mio corpo.

- Ero io, sì. – rispondo con la voce che tradisce una forte emozione – Ma ora il gioco di una notte, ora non lo è più! – aggiungo troppo in fretta
- Ho voglia di te, della femmina che ho avuto quella sera… - Afferma la voce

Un doloroso senso di vuoto al ventre mi fa sussurrare:

- Te l’ho detto… era solo il gioco di una serata, non sono disponibile ad altri giochi. – ma cosa dico?
- Cosa può convincerti a giocare ancora?
- Nulla!
- Tu hai voglia di giocare ancora, lo sento nella tua voce… non puoi nasconderlo!- afferma lui

Ma come fa a leggermi dentro al telefono, mi domando.
Ha ragione, ho voglia ma non di giocare con lui o con qualunque altro uomo che non sia il mio, voglio lui adesso, qui… ma non c’è!

- Ti propongo un gioco…- dice la voce
- Quale? – mi scopro a rispondere ed immediatamente mi maledico.
- Diventa un’altra donna! – propone lui
- Cosa intendi?
- Truccati diversamente, indossa qualcosa che non metti mai, scegli quei gioielli che hai lasciato in fondo al cassetto… esci e vai a cercare un abito che non è nel tuo stile. Inventati un nome, un lavoro, una storia che non è la tua… tingiti i capelli.

L’ultima frase mi fa sobbalzare, e forse lui lo percepisce al telefono perché aggiunge:

- Poi lasciati corteggiare…

Qualcosa in questa proposta mi sta eccitando e sento che sto per entrare nel gioco. Cerco una difesa estrema affermando:

- Potrei diventare una donna che non ti piace!
- Non credo… la femmina che è in te riuscirebbe a sconvolgere qualsiasi uomo… sempre!
- Come fai ad esserne certo?
- Diventa quello che vuoi: una moglie infedele...
- Questo lo sono già! – lo sovrasto
- Una single disinibita, una donna in carriera, una giovane studentessa, una santa o una puttana, una vergine o una ninfomane… quello che vuoi potrai essere con me!
- Se divento puttana non ti conviene, dovrai pagarmi! – cerco di smorzare il tono della telefonata.
- Quello che vuoi tu, io starò al gioco.

Rimango in silenzio troppo a lungo mentre mi sogno in tutte le parti che ha descritto.

- Ti piacerà! – aggiunge
- Non ho detto di sì!
- Ma lo stai pensando. – insiste quella voce suadente.


Il tempo di prepararmi ed esco di casa.
Ho indossato il tailleur nero leggero che avevo piegato ed infilato in una scatola sopra l’armadio, salgo in macchina ed inforco gli occhiali neri troppo grandi per il mio viso che tenevo solo in caso di rottura dei miei preferiti. Non ho alcun girello addosso. Sotto la giacca del tailleur i capezzoli sfregano sulla stoffa rigida mentre mi piego per infilare la chiave d’avviamento. Le scarpe senza tacco mi costringono ad una posizione del piede alla quale non sono più abituata e questo mi ricorda che ora non sono più Laura. Metto in moto e mi dirigo all’appuntamento.
È primo pomeriggio ed il sole scalda, chiudo i finestrini ed accendo il clima mente mi specchio nel retrovisore centrale per controllare la pettinatura. I capelli neri contornano un volto irriconoscibile in quegli occhiali. Però l’eccitazione che ho dentro è sempre la stessa che mi ha guidato in tutte le mie follie.

Lui non mi riconosce, colgo dal suo modo di fissarmi l’indecisione che prova quindi mi avvicino a lui.

- Lau… - inizia lui
- Non sono lei, sono Silvia oggi.

Lui arretra di un passo e mi esamina, poi inghiottendo la saliva:
- Stai benissimo con i capelli neri…
- Silvia è mora! – gli faccio notare.

Ho scelto questo nome in onore della mia amica conosciuta in ferie, lei è mora e splendida!

- Beviamo qualcosa?- domanda

Accetto e lo seguo dopo aver infilato il braccio sotto il suo. Ancheggio anche senza tacchi, mentre inizio a respirare il suo profumo di maschio.

- Allora, Silvia, cosa fai nella vita? – domanda lui nel tentativo di entrare nel gioco.
- Silvia è venuta per farsi scopare! – ammetto, forse a voce un po’ troppo alta.

Mentre alcuni avventori si voltano verso di noi lui rimane in silenzio allibito dalla mia franchezza.

Beviamo qualcosa poi mi invita a casa sua, qui vicino sulla collina.
Mentre salgo sulla sua macchina la giacca si apre mostrando in parte il seno nudo al di sotto, lui mi fissa poi dolcemente mi slaccia l’unico bottone. La giacca si apre in parte, rimane adagiata sul seno ma scopre completamente il resto. Lui è tentato di toccare la mia pelle, ma poi decide di mettere in moto e parte mentre mi rilasso sul sedile. Non parliamo molto durante il tragitto, è troppo impegnato a sbirciarmi il seno.

- Mi domando cosa hai sotto la gonna… - attacca lui

Inspiro a fondo poi:

- Quello che desideri!

Lui rimane senza parole, mi accorgo che vorrebbe dire qualcosa ma non ci riesce.

Giunti a casa sua inizia un tour di vista, mi conduce prima in giardino e mi parla della sua passione per i fiori, quindi propone di visitare il resto della casa. Sta cercando di portare avanti il gioco da lui stesso proposto, ma non ha ancora capito che, per me, il gioco deve ancora iniziare e non è quello che immagina lui.

- Hai una bella piscina… accuratamente nascosta tra gli alberi. – gli faccio notare.
- Sì, è il mio rifugio estivo, qui pare d’essere ovunque ma non in città
- Bella davvero!

Mentre pronuncio l’ultima frase mi levo la giacca del tailleur e la poso su di un tavolino, quindi senza voltarmi sfilo le scarpe sollevando alternativamente le gambe. Gli lancio un’occhiata e slaccio la gonna che cade ai miei piedi. Rimango immobile dinanzi a lui con colo gli slip neri indosso ed attendo una sua mossa che non viene, quindi mi levo anche le mutandine e le appoggio sulla gonna.

- Ti va un bagno? – gli domando

Senza attendere la sua risposta mi dirigo verso la piscina, cammino lentamente mettendo un piede dinanzi all’altro su di una riga immaginaria. So quale effetto ha sui miei glutei questo passo e riesco ad immaginare dove sono puntati i suoi occhi.
Scendo nell’acqua dalla scaletta, molto lentamente. Laura si sarebbe tuffata ma Silvia entra in questo modo.
L’acqua mi arriva al seno, è una sensazione piacevole dopo essere stata costretta dentro quel tailleur troppo pesante per la stagione. Non vedo lui, lo cerco intorno alla piscina ma è sparito.
Ritorna dopo qualche istante con una bottiglia dentro ad un secchiello di ghiaccio e due bicchieri che deposita sul bordo. Ha indossato un accappatoio molto sobrio e sicuramente costoso.

- Vuoi un po’ di vino? – mi domanda mentre sta versando il liquido paglierino.
- È di altra natura il liquido che voglio dentro! – rispondo già eccitata dall’idea di cosa sta per capitarmi.

Lui mi fissa tanto a lungo che il vino inizia a sbordare dal bicchiere, poi conviene:

- Sei davvero unica!
- Credi?
- Sì, sei bella e sensuale e sai cosa vuol dire essere Femmina!
- Queste sono solo parole…- lo stuzzico
- Bevi con me, poi queste parole ti si riverseranno addosso.

Mi porge un calice colmo che accetto anche se ne temo l’effetto a stomaco vuoto.

- Vieni dentro di me!

Lo invito dopo aver riposto il bicchiere vuoto sul bordo. Il doppio senso di questa frase mi rivolta l’utero. Sto quasi delirando dalla voglia di averlo dentro di me e lui è già eccitato. Noto un grazioso rigonfiamento sotto l’accappatoio e mi diverte l’idea di averlo generato semplicemente con le mie parole ed il mio corpo nudo nell’acqua. Non ho ancora sentito le sue mani addosso, non l’ho nemmeno sfiorato ma è giù eccitato. Mi vuole ed io voglio lui ora, la mente non pensa ad altro che all’amplesso, alla sua carne che spinge e mi apre sino a riempirmi il vuoto che sento dentro.
Lui si siede sul bordo e lascia affondare le gambe nell’acqua, mi guarda come se non avesse mai visto una donna prima e questo, lo ammetto, mi gratifica enormemente.
Mi avvicino a lui, sciolgo l’accappatoio e mi ritrovo il suo sesso all’altezza del viso, senza attendere lo prendo tra le labbra e succhio mentre lo ingoio. Lui freme e mi accarezza la testa, infila una mano tra i capelli e mi preme contro il bacino costringendomi ad ingoiarlo sino in gola. Mi piace questa prova di forza, mi eccita essere forzata in certi momenti, ma il gioco deve durare poco, molto poco. Amo avere il controllo della situazione. Lui pare leggermi nel cervello e rilascia subito la presa.
Mi piace quest’uomo, mi attrae la comprensione che dimostra nei miei confronti.
Passo lentamente la lingua sul glande e mi godo i suoi mugolii soddisfatti.

- Vieni fuori… - mi invita ad uscire dall’acqua
- Ti voglio! – sussurro

Mi volto verso la scaletta e risalgo, lui mi offre la mano e mi accompagna verso un materassino.

- Stenditi! – mi prega
- No, stenditi tu. – rispondo.

Lui mi fissa negli occhi mentre si siede, ma invece di stendersi mi afferra i glutei e mi trattiene mentre infila la faccia tra le mie gambe. La sua lingua trova subito il clitoride, s’insinua tra le morbide labbra e mi strappa un gemito.

- No, ti voglio dentro… adesso! – confesso mentre mi ritraggo

Lui si stende e tiene, con una mano, il membro in posizione verticale.
Mi posiziono su di lui, non appoggio le ginocchia a terra ma scendo con le gambe arcuate. Il suo sesso si fa largo in me, scivola dentro e mi sazia. Lo sento colmare quel vuoto doloroso che mi attanaglia da giorni, il mio ventre si apre per lui poi si stringe intorno alla sua carne. Rimango immobile a gustarmi questa sensazione e le sue delicate spinte, poi mi inginocchio ed inizio a muovermi. Lo sento scivolare troppo facilmente al mio interno, sono troppo lubrificata e dilatata. Le sensazioni sono deboli ma è quello che ci vuole per ora. Non intendo godere subito, non voglio che il piacere sovrasti questa sensazione d’appagamento che provo. So che tra poco inizierò a desiderare il piacere e che farò di tutto per godere, la mente avrà un unico scopo e non mi consentirà di apprezzare a fondo questa meravigliosa sensazione che mi restituisce il mio corpo pieno della carne di un uomo.
Lui mi accarezza, prima dolcemente poi sempre più sensualmente. Le sue mani sono ovunque, con gli occhi chiusi non riesco a capire dove andranno ad appoggiarsi e me le godo sin che non mi sfiora i capezzoli. Allora un fremito di piacere scorre lungo il mio corpo, si trasmette ovunque e si riversa nella vagina.
Inizio a salire e scendere su di lui, mi godo delle lunge ed intense penetrazioni. Cambiamo posizione e mi volto in modo sentirlo premere con forza dentro di me.
Godo, salgo e scendo su di lui senza sosta. Quando calo cerco di farlo entrare tutto in me, lo voglio sentire, lo voglio sin dentro l’anima se possibile.

- Vieni sopra di me! – lo prego ad un certo punto.

Lui pare che non aspettasse altro.
Mi stendo e lui è immediatamente tra le mie gambe divaricate, mi penetra con forza ed inizia a sbattermi. Mi piace sentirlo ansimare sopra di me, mi piacciono le sue spinge vigorose. Sollevo il bacino e spingo verso il basso il pube, così lo sento meglio.

- Così… così… non ti resisto! – rantola lui

So che come lo sento meglio io tanto lui è più stimolato da me.

- Sto per venire… non ti fermare ora! – lo supplico

Lui mantiene il ritmo nonostante il respiro, sempre più veloce, mi lascia intendere che è al limite.
Lo guardo, è paonazzo in volto ma non molla.
Lui mi restituisce lo sguardo ed i miei occhi colmi di piacere sono troppo.
Lo sento gemere e colgo una lunga pulsione lungo l’asta del suo membro, qualcosa d’umido m’invade il ventre. Lui rallenta ma non si ferma.
Ancora una spinta, mi penetra a fondo e risento quella dolce scossa seguita dall’eiaculazione.
Mi sta schizzando dentro…
Il mio orgasmo parte in quel preciso istante.
Inarco la schiena e urlo, poi lascio che l’istinto faccia il resto.

È tardo pomeriggio quando lui mi riaccompagna al posteggio dove ho lasciato l’auto. Ho ancora il ventre pieno del suo seme e non riesco a sostenere alcuna discussione. Lui ogni tanto mi guarda, sembra deciso a dire qualcosa poi tace.
Mentre scendo dalla sua auto lui mi domanda:

- Ti rivedrò ancora?
- Silvia muore oggi.
- E Laura?
- Laura non è Silvia!

Rispondo mentre mi dirigo verso l’auto.

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giovedì 3 novembre 2011

Abbronzatura integrale


Questa volta me la sono proprio cercata!

Prendere il sole integralmente nuda su di una spiaggia, per quando deserta, non ti fa passare inosservata.

Il mare fuori stagione mi ha sempre donato una sensazione d’estrema libertà: le spiagge deserte, il silenzio e solo il profumo del mare intorno mi costringono a cercare il massimo contatto con quella natura che sento solo per me.

Così, quel giorno, mentre mi recavo da sola in una caletta isolata che avevo scoperto nei pressi del residence dove alloggiavo con il mio uomo, sognavo il piacere del sole di fine maggio sulla mia pelle. Un sole dolce, caldo ma delicato, che non ti brucia come in piena estate ma ti accarezza sensuale… come un amante.

Sul limite del bagnasciuga osservai con attenzione tutto il litorale che potevo scorgere e non vidi quasi nessuno, almeno nelle mie vicinanze. Oltre al resto la cala non era visibile dal sentiero, occorreva sapere che esisteva per scendere. Quindi stesi l’asciugamano e mi spogliai del corto pareo e della maglietta in cotone leggero. Levai anche il reggiseno del costume e mi stesi.

Era un piacere immenso godermi quel sole da sola, senza neppure il mio uomo a fare da contorno alle rocce rosa che si tuffavano nel mare. Ben presto vinsi il timore d’essere scorta e mi sfilai anche gli slip.

In questo modo trascorsi buona parte del pomeriggio, mezza stordita dal calore del sole, dolcemente appisolata. Solo l’istinto mi faceva voltare periodicamente nel tentativo di guadagnare un’abbronzatura uniforme.

Sul tardi, saranno state le 17:30, una folata di vento più fresca del solito mi risvegliò. Ero supina e sentivo la schiena calda, quindi pensai di voltarmi ma in quel momento mi parve di percepire un rumore poco sopra di me. Senza dare segnale d’essermi accorta aprii gli occhi e cercai lungo lo stretto sentiero che scendeva da quello principale: c’era qualcuno.

Un ragazzo mi fissava immobile sopra di me, si trovava a non più di una decina di metri quindi aveva un’ottima visione del mio sedere bello esposto al sole. Rimaneva fermo in silenzio ad osservarmi. Pensai che doveva essere stata una bella sorpresa per lui scovare una donna completamente nuda stesa sulla spiaggia. Sentivo il suo sguardo su di me e la cosa mi piaceva.

Lentamente mi voltai sulla schiena tenendo gli occhi chiusi, non volevo se ne andasse, e mi rilassai al sole. Sapevo che era sempre lì, mi pareva di cogliere il suo respiro nonostante il suono della risacca. Dentro di me ero combattuta tra il desiderio di privacy e la voglia di giocare con il mio ignoto osservatore: vinse la seconda.

Divaricai leggermente le gambe e le raccolsi, quindi spinsi in alto il bacino sollevandolo da terra e sistemai il telo sotto di me, l’idea era quella di servirgli una visione completa del mio pube quasi completamente depilato e del resto del corpo sporgendomi verso lui.

Giocai ancora cambiando spesso posizione sin che non guardai nella sua direzione e non lo trovai più. Non so per quanto era rimasto lì a spiarmi, ma di certo non si era perso molto del mio improvvisato spettacolo.

Dimenticai presto quel fortuito incontro, languidamente abbracciata dal sole rimasi sulla spiaggia sin che non venne in ombra. Decisi quindi di tornare al nostro appartamento per una doccia e quindi pensare alla cena; non avevo voglia di rivestirmi completamente: infilai solo gli slip del costume e la maglietta, quindi legai il pareo in vita e m’incamminai a piedi nudi verso il sentiero.

Mi piace la sensazione della terra sotto i piedi, ma non amo le pietre!

Quindi prima di prendere la via che lasciava le spiagge ricoperta di piccoli sassi decisi d’indossare i sandali; mi serviva, però, un posto dove poggiare la mia borsa da spiaggia. Il bar che in stagione doveva lavorare intensamente era ora deserto ma i lunghi tavoli di legno offrivano un appoggio ideale.

Varcai la soglia della veranda e posai il borsone per cercare al suo interno le calzature, mentre le posavo a fianco ebbi la sensazione di non essere sola. Mi voltai e vidi un ragazzo nell’ombra intento a digitare sul suo telefonino.

- Ciao! – lo salutai

- Salve… - rispose lui dopo qualche istante notevolmente imbarazzato.

Non ci feci caso e mi chinai per posare i sandali a terra. Voltando lo sguardo verso di lui, però, notai che cercava di puntare il cellulare verso di me, come per scattarmi una foto. All’improvviso mi il suo viso mi tornò alla memoria: era lui che mi osservava mentre prendevo il sole. Non ero particolarmente dispiaciuta di questo fatto, oltre al resto mi ero messa a giocare con lui che senza dubbio mi aveva scattato qualche foto con il telefono.

Non resistetti alla tentazione e gli domandai:

- Come sono venuta?

Lui mi fissò per un lungo istante, potevo essermi sbagliata ma il rossore sulle sue guance mi diceva che ero nel giusto. Allora riprovai:

- Come sono venute le foto?

- Emm… ecco… io… - balbettò lui

- Su, fammele vedere… - lo invitai, poi notando la sua reticenza aggiunsi – Quando ho deciso di prendere il sole nuda sapevo che potevo essere scorta!

Mi avvicinai per pormi al suo fianco e guardare nello schermo del telefono. Vidi l’ultima immagine che mi aveva scattato mentre mi accingevo a cercare nella mia borsa.

- Dai, fammi vedere le altre… sono curiosa.

Lui, sempre più imbarazzato, azionò qualche tasto ed apparve una mia immagine sulla spiaggia. Il telefono era già dell’ultima generazione, con una buona fotocamera, ma l’immagine era ripresa da lontano: ero ancora di schiena.

Quindi lui fece scorrere lentamente tutte le altre, riprese da una distanza minore.

- Belle! – gli dissi.

- Senti… le cancello subito. – propose lui.

Meditai un istante e, poco prima che lui iniziasse ad eliminarle, dissi:

- Aspetta… non cancellarle, cosa ci volevi fare con queste foto?

- Beh… ecco… riguardarmele! – rispose lui.

- Riguardarle e basta? – domandai maliziosa

- Sì… sì, solo questo! – affermò lui sempre più a disagio.

- Sicuro? – domandai insistendo

- Sì! – rispose quasi offeso.

- Non è che... poi… guardandomi… ti…?

- Cosa?

- Hai capito benissimo!

Mi allontanai da lui di qualche passo ponendomi poi dinanzi.

- Allora? – domandai ancora

- Beh… forse.

- Non ti devi sentire imbarazzato ad ammetterlo… in fondo mi fa piacere che qualcuno si possa masturbare guardando il mio corpo.

Lui mi fissò con gli occhi sgranati dallo stupore, ma non poteva immaginare cosa stavo pensando in quel momento.

- Avanti, fammi vedere!

- Cosa? – domandò ancora più stupito.

- Come fai, che effetto ti fanno quelle foto… fallo qui davanti a me!

- Ma…?

I suoi occhi evitavano accuratamente i miei, pensavo per timidezza ma poi notai che puntavano diretti sul mio seno che spingeva i capezzoli contro il cotone sottile della maglia.

Mi poggiai al muro del bar e aprii leggermente il pareo in modo da scoprire le gambe sino al pube.

- Sei eccitato, lo vedo!

Dai… toccati davanti a me! – lo pregai con la voce più eccitata che mi riusciva.

Lui s’infilò la mano destra sotto il costume e la chiuse intorno al pene, quindi con la sinistra abbassò il bordo ed iniziò a menarselo lentamente. Inizialmente non osava fissarmi, poi i suoi occhi presero a scorrere sul mio corpo. Vidi il suo sesso acquistare una sempre maggiore erezione, mi stavo eccitando!

Fissavo senza imbarazzo o pudore la sua mano che scorreva sul pene scoprendo completamente il glande prima di tornare su a coprirlo. Lentamente, molto lentamente, si stava masturbando dinanzi a me.

Non resistetti e lasciai scivolare la mia mano sotto il costume imitandolo. Divaricai le labbra e cercai il clitoride. La mia espressione dovette essere micidiale per lui che si fermò all’istante. Decisa a giocare con quel ragazzo mi sfilai gli slip per aprire poi completamente il pareo.

- Non ti fermare!

Mentre lui riprendeva a menarselo io mi infilai un dito nella vulva gemendo. Il ragazzo mi fissava sconvolto e sempre più eccitato. Ero tentata di stuzzicarlo sino a vederlo eiaculare lì in piedi dinanzi a me, ma…

- Ora basta! – gli dissi.

Lui si fermò all’istante pur soffrendo.

Mi allontanai dal muro per raggiungere un massiccio tavolo in un angolo più riparato, mi accomodai sopra e, dopo aver divaricato le gambe, lo invitai:

- Vieni qua e levati il costume.

Lui mi raggiunse incespicando nei boxer che gli erano scesi sino ai piedi.

- Fammi sentire la tua lingua! – lo incitai

Lui comprese all’istante: s’inginocchiò dinanzi a me e dolcemente poggiò la lingua sulla mia femminilità. Un tocco delicato ma mirato che mi fece contrarre dalla fitta di piacere. Dolcemente mi lasciai cadere sui gomiti e spinsi il pube verso il viso del ragazzo per godermi le lunghe carezze della sua lingua. Pochi istanti ed ero già completamente eccitata, umida e ricettiva.

- Alzati… ti prego alzati!

Lui allontanò lentamente il viso dalle mie cosce senza dimenticare di baciarle.

Sollevai la schiena dal tavolo e me lo ritrovai dinanzi. Fissandolo negli occhi allungai una mano sino al suo sesso e lo afferrai. Mentre lo menavo dolcemente gli chiesi:

- Questo va ben oltre ad ogni tuo sogno… vero?

- Sì… sì – ammise lui mentre serrava gli occhi.

- Ed ora cosa stai sognando?

Lui non rispose, allora insistetti:

- Dimmi… ti faccio venire così o…

Non terminai la frase, lo volevo dentro.

Lo trascinai per il membro guidandolo tra le mie gambe sino a portarlo sulla vulva, me lo guidai dentro dopo aver divaricato le grandi labbra con il suo glande. Lui spinse delicatamente penetrandomi per un certo tratto, allora mi lasciai cadere giù mentre lo incitavo a spingere a fondo.

Poco alla volta prese il mio ritmo, mi muovevo sotto di lui aprendomi ad ogni affondo. Sentivo le sue mani cercare la mia pelle mentre sollevavano la maglietta sino a scoprire il seno. Mi accarezzava e si muoveva dentro di me: stavo godendo!

Il piacere saliva, sapevo di muovermi in modo da stimolarlo intensamente ma avevo troppa voglia di godere per preoccuparmene. Quando compresi d’essere quasi giunta spinsi sui gomiti e sollevai la schiena dal tavolo, lo fissai negli occhi e lo pregai:

- Fammi venire… Ora!

Lui incrementò il ritmo delle spinte e la loro intensità, lo sentivo entrare e riempirmi completamente il ventre con una regolarità esasperante, sin che l’orgasmo mi colse a metà di un respiro. Trattenni a stento un urlo ma non controllai i gemiti e le contrazioni del mio corpo. Durante quell’istante riuscii a guardare nella sua direzione, il viso del ragazzo testimoniava un piacere a stento trattenuto, poi…

Poi uscì improvvisamente da me ed eiaculò copiosamente sul mio ventre, sul pube e sul pareo che ancora mi cingeva la vita.

Lo ringrazia mentalmente, lui non poteva saperlo ma ero nel pieno del mio periodo feritile.

Mi lascia ancora una volta cadere distesa per riprendere fiato. Quando tornai a sollevarmi dopo qualche minuto lui era ancora lì tra le mie gambe che fissava lo sperma sulla pelle.

- Scusa… non volevo… - iniziò lui.

- Va bene così – dissi io con la voce ancora orgasmica – Il tuo seme sulla mia pelle mi piace.

Scivolai giù dal tavolo e abbassai il viso sino a baciargli il glande oramai rilassato.

- Io, forse, ho realizzato un tuo sogno… ma tu mi hai fatto davvero godere! – gli sussurrai.

Lui sorrise e mi fissò, seminudo, mentre infilavo gli slip del costume sopra al seme che ancora bagnava la pelle. Quando sistemai il pareo invita questo di macchiò dello sperma che aveva raggiunto anche l’ombelico.

- Ma… - iniziò lui.

- Ma? – domandai

- Ecco… sei tutta…

- Bagnata dal tuo sperma?

- Sì… non ti ripulisci?

- Mi farò una doccia in camera.

- Ma si vede che hai appena…

- Sì, non mi vergogno del mio piacere.

- Sei qui da sola? – domandò con una nota di preoccupazione.

- No!

Lo salutai ancora con un sorriso e mi avviai verso il residence ed il mio uomo al quale avevo qualcosa da raccontare.