Sei lì, semisdraiata sul divano, con la gonna sollevata in
vita, la camicetta slacciata ed il reggipetto alzato sopra il seno. Hai le
gambe aperte in modo osceno e mi osservi mentre mi ricompongo. Lentamente ti
massaggi il ventre come per lenire un dolore generato dall’eccessivo godimento.martedì 1 maggio 2012
Dentro di te
Sei lì, semisdraiata sul divano, con la gonna sollevata in
vita, la camicetta slacciata ed il reggipetto alzato sopra il seno. Hai le
gambe aperte in modo osceno e mi osservi mentre mi ricompongo. Lentamente ti
massaggi il ventre come per lenire un dolore generato dall’eccessivo godimento.La tua vera passione
Finalmente sollevi il tessuto sino in vita e mostri il pube nudo, completamente depilato che mostra le labbra vogliose. Il tuo desiderio è palese, lo si può comprendere osservandoti da dietro per come contrai i muscoli dei glutei. Dinanzi la tua vulva è lucida, pronta ed accogliente.
Nessun altro preliminare, lo vuoi.
Sali sopra di lui e ti fai penetrare subito.
Ti scivola dentro e tu scendi accogliendolo tutto.
Attendi di sentirti piena poi inizi a muoverti spostando il bacino avanti e indietro mentre sali e scendi. Un movimento complesso che sai fare alla perfezione e che ti fa godere subito. Lo senti bene quanto ti entra dentro, come ti apre il ventre.
Ansimi, gemi e ti muovi sempre più veloce.
Con una mano ti appoggi alla sua spalla mentre con l’altra trattieni il vestito sopra il seno. Vuoi i suoi baci sui capezzoli e ti spingi contro di lui senza mai fermarti.
Prossima all’orgasmo ti sollevi e ti volti prima di risalire su di lui. Apri le gambe e scendi lenta aspettando che te lo guidi dentro. Ora lasci fare a lui. Mi guardi mentre lui spinge con il bacino la carne dentro di te. Ti fai scopare lentamente senza reagire, ti limiti a godere di quei colpi regolari. La mano che teneva il vestito sul seno scivola verso il basso seguita dalla stoffa, la porti sul pube per afferrare i suoi testicoli e stringerli mentre si muove. Lo tiri verso di te, lo chiami sempre più dentro. Dolcemente ti masturbi come se non ti fosse sufficiente quel palo che ti viola il ventre. Godi e ti lasci cadere indietro, appoggi la schiena contro di lui che non perde il ritmo. Lui ti prende per le gambe e te le apre per muoversi meglio nella tua caverna insaziabile.
Ti sento urlare di piacere nel preciso istante in cui il tuo ventre si contrae. Ti spingi verso il basso per prenderlo completamente dentro e godi.
Continui a godere sotto i suoi colpi sin che non rilasci ogni muscolo e crolli esausta.
Lentamente ti sollevi, mi guardi mentre ti sfili dall’alto il vestito per rimanere finalmente nuda.
Sei bellissima sudata con la pelle abbronzata ed il piacere dipinto sul viso.
Tendi una mano verso di lui e lo fai alzare poi ti sdrai sul divano, apri le gambe e lo chiami.
Lui ti strofina il pene sul pube, ti apre le labbra poi ti penetra ancora. La sua carne sparisce dentro di te lentamente. I tuoi occhi sono assenti, sembri disinteressata a tutto ora che hai goduto ma ti lasci sbattere. Apri la bocca per succhiare il dito che ti sfiora le labbra, lui pare indeciso: la tua bocca promette un piacere ancora più intenso del ventre ma sei così calda, così morbida ed accogliente che è impossibile resistere e ti viene dentro. Pulsa tutto il suo seme dentro di te che, ad occhi chiusi, ti godi ancora questa sensazione.
Quando se ne va rimani lì stesa sul divano nella stessa posizione. Non ti ricomponi, lasci che il seme coli dalla vagina lento sulla pelle delle cosce e da li sul vestito che hai steso sul divano.
Mi slaccio i calzoni e ti porgo il pene sulle labbra, tu apri la bocca e lo ingoi subito. Mentre succhi ti domando cosa hai intenzione di fare nei prossimi giorni, abbiamo ancora più di una settimana da passare in questo villaggio prima della fine delle ferie.
Non rispondi, non puoi con la bocca piena, ma spalanchi la bocca quando cogli l’imminenza del mio orgasmo e ti vengo direttamente in gola. So già la tua risposta, farai il pieno di seme maschile, la tua vera passione.
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lunedì 23 aprile 2012
Tutto dentro di me di Laura
Lo so che la personalità non dovrebbe dipendere dall’aspetto fisico ma volevo provare ad essere mora per una volta. Quindi mi son procurata una tintura, di quelle temporanee, e mi son fatta i capelli neri, corvini.
Questo sconvolgimento estetico non ha, inizialmente, avuto altro effetto che una serie di complimenti veri e sentiti ed un’altra serie di complimenti più “diplomatici”. Però mi piaceva il mio viso riflesso nello specchio, la pelle abbronzata mi pareva valorizzata dai capelli neri… se non fosse per quel ciuffetto biondo la sotto… Ma non me la sentivo di tingermi anche lì!
Finalmente è tornato il sole!
Dopo giorni di pioggia l’estate pareva terminata, invece ecco nuovamente il sole. Il suo calore risveglia i miei sensi ma sono sola in casa da giorni, non mi resta che aspettare il rientro del mio uomo per scaricargli addosso tutta la passione di questa donna che si guarda allo specchio e vede nello sguardo riflesso una passione insoddisfatta.
Mi devo distrarre, meglio un buon libro mentre mi godo questo sole sul terrazzo.
Mi spoglio e cerco un costume nell’armadio, voglio qualcosa che non lasci il segno sulla schiena… vediamo…
- E chi cavolo è adesso? – mi domando ad alta voce mentre squilla il telefono.
- Sì?- rispondo e domando allo stesso tempo
- Il premio femmina? – domanda una voce maschile dall’altra parte.
Il ventre mi si contrae mentre una serie di sensazioni contrastanti invadono il mio corpo.
- Ero io, sì. – rispondo con la voce che tradisce una forte emozione – Ma ora il gioco di una notte, ora non lo è più! – aggiungo troppo in fretta
- Ho voglia di te, della femmina che ho avuto quella sera… - Afferma la voce
Un doloroso senso di vuoto al ventre mi fa sussurrare:
- Te l’ho detto… era solo il gioco di una serata, non sono disponibile ad altri giochi. – ma cosa dico?
- Cosa può convincerti a giocare ancora?
- Nulla!
- Tu hai voglia di giocare ancora, lo sento nella tua voce… non puoi nasconderlo!- afferma lui
Ma come fa a leggermi dentro al telefono, mi domando.
Ha ragione, ho voglia ma non di giocare con lui o con qualunque altro uomo che non sia il mio, voglio lui adesso, qui… ma non c’è!
- Ti propongo un gioco…- dice la voce
- Quale? – mi scopro a rispondere ed immediatamente mi maledico.
- Diventa un’altra donna! – propone lui
- Cosa intendi?
- Truccati diversamente, indossa qualcosa che non metti mai, scegli quei gioielli che hai lasciato in fondo al cassetto… esci e vai a cercare un abito che non è nel tuo stile. Inventati un nome, un lavoro, una storia che non è la tua… tingiti i capelli.
L’ultima frase mi fa sobbalzare, e forse lui lo percepisce al telefono perché aggiunge:
- Poi lasciati corteggiare…
Qualcosa in questa proposta mi sta eccitando e sento che sto per entrare nel gioco. Cerco una difesa estrema affermando:
- Potrei diventare una donna che non ti piace!
- Non credo… la femmina che è in te riuscirebbe a sconvolgere qualsiasi uomo… sempre!
- Come fai ad esserne certo?
- Diventa quello che vuoi: una moglie infedele...
- Questo lo sono già! – lo sovrasto
- Una single disinibita, una donna in carriera, una giovane studentessa, una santa o una puttana, una vergine o una ninfomane… quello che vuoi potrai essere con me!
- Se divento puttana non ti conviene, dovrai pagarmi! – cerco di smorzare il tono della telefonata.
- Quello che vuoi tu, io starò al gioco.
Rimango in silenzio troppo a lungo mentre mi sogno in tutte le parti che ha descritto.
- Ti piacerà! – aggiunge
- Non ho detto di sì!
- Ma lo stai pensando. – insiste quella voce suadente.
Il tempo di prepararmi ed esco di casa.
Ho indossato il tailleur nero leggero che avevo piegato ed infilato in una scatola sopra l’armadio, salgo in macchina ed inforco gli occhiali neri troppo grandi per il mio viso che tenevo solo in caso di rottura dei miei preferiti. Non ho alcun girello addosso. Sotto la giacca del tailleur i capezzoli sfregano sulla stoffa rigida mentre mi piego per infilare la chiave d’avviamento. Le scarpe senza tacco mi costringono ad una posizione del piede alla quale non sono più abituata e questo mi ricorda che ora non sono più Laura. Metto in moto e mi dirigo all’appuntamento.
È primo pomeriggio ed il sole scalda, chiudo i finestrini ed accendo il clima mente mi specchio nel retrovisore centrale per controllare la pettinatura. I capelli neri contornano un volto irriconoscibile in quegli occhiali. Però l’eccitazione che ho dentro è sempre la stessa che mi ha guidato in tutte le mie follie.
Lui non mi riconosce, colgo dal suo modo di fissarmi l’indecisione che prova quindi mi avvicino a lui.
- Lau… - inizia lui
- Non sono lei, sono Silvia oggi.
Lui arretra di un passo e mi esamina, poi inghiottendo la saliva:
- Stai benissimo con i capelli neri…
- Silvia è mora! – gli faccio notare.
Ho scelto questo nome in onore della mia amica conosciuta in ferie, lei è mora e splendida!
- Beviamo qualcosa?- domanda
Accetto e lo seguo dopo aver infilato il braccio sotto il suo. Ancheggio anche senza tacchi, mentre inizio a respirare il suo profumo di maschio.
- Allora, Silvia, cosa fai nella vita? – domanda lui nel tentativo di entrare nel gioco.
- Silvia è venuta per farsi scopare! – ammetto, forse a voce un po’ troppo alta.
Mentre alcuni avventori si voltano verso di noi lui rimane in silenzio allibito dalla mia franchezza.
Beviamo qualcosa poi mi invita a casa sua, qui vicino sulla collina.
Mentre salgo sulla sua macchina la giacca si apre mostrando in parte il seno nudo al di sotto, lui mi fissa poi dolcemente mi slaccia l’unico bottone. La giacca si apre in parte, rimane adagiata sul seno ma scopre completamente il resto. Lui è tentato di toccare la mia pelle, ma poi decide di mettere in moto e parte mentre mi rilasso sul sedile. Non parliamo molto durante il tragitto, è troppo impegnato a sbirciarmi il seno.
- Mi domando cosa hai sotto la gonna… - attacca lui
Inspiro a fondo poi:
- Quello che desideri!
Lui rimane senza parole, mi accorgo che vorrebbe dire qualcosa ma non ci riesce.
Giunti a casa sua inizia un tour di vista, mi conduce prima in giardino e mi parla della sua passione per i fiori, quindi propone di visitare il resto della casa. Sta cercando di portare avanti il gioco da lui stesso proposto, ma non ha ancora capito che, per me, il gioco deve ancora iniziare e non è quello che immagina lui.
- Hai una bella piscina… accuratamente nascosta tra gli alberi. – gli faccio notare.
- Sì, è il mio rifugio estivo, qui pare d’essere ovunque ma non in città
- Bella davvero!
Mentre pronuncio l’ultima frase mi levo la giacca del tailleur e la poso su di un tavolino, quindi senza voltarmi sfilo le scarpe sollevando alternativamente le gambe. Gli lancio un’occhiata e slaccio la gonna che cade ai miei piedi. Rimango immobile dinanzi a lui con colo gli slip neri indosso ed attendo una sua mossa che non viene, quindi mi levo anche le mutandine e le appoggio sulla gonna.
- Ti va un bagno? – gli domando
Senza attendere la sua risposta mi dirigo verso la piscina, cammino lentamente mettendo un piede dinanzi all’altro su di una riga immaginaria. So quale effetto ha sui miei glutei questo passo e riesco ad immaginare dove sono puntati i suoi occhi.
Scendo nell’acqua dalla scaletta, molto lentamente. Laura si sarebbe tuffata ma Silvia entra in questo modo.
L’acqua mi arriva al seno, è una sensazione piacevole dopo essere stata costretta dentro quel tailleur troppo pesante per la stagione. Non vedo lui, lo cerco intorno alla piscina ma è sparito.
Ritorna dopo qualche istante con una bottiglia dentro ad un secchiello di ghiaccio e due bicchieri che deposita sul bordo. Ha indossato un accappatoio molto sobrio e sicuramente costoso.
- Vuoi un po’ di vino? – mi domanda mentre sta versando il liquido paglierino.
- È di altra natura il liquido che voglio dentro! – rispondo già eccitata dall’idea di cosa sta per capitarmi.
Lui mi fissa tanto a lungo che il vino inizia a sbordare dal bicchiere, poi conviene:
- Sei davvero unica!
- Credi?
- Sì, sei bella e sensuale e sai cosa vuol dire essere Femmina!
- Queste sono solo parole…- lo stuzzico
- Bevi con me, poi queste parole ti si riverseranno addosso.
Mi porge un calice colmo che accetto anche se ne temo l’effetto a stomaco vuoto.
- Vieni dentro di me!
Lo invito dopo aver riposto il bicchiere vuoto sul bordo. Il doppio senso di questa frase mi rivolta l’utero. Sto quasi delirando dalla voglia di averlo dentro di me e lui è già eccitato. Noto un grazioso rigonfiamento sotto l’accappatoio e mi diverte l’idea di averlo generato semplicemente con le mie parole ed il mio corpo nudo nell’acqua. Non ho ancora sentito le sue mani addosso, non l’ho nemmeno sfiorato ma è giù eccitato. Mi vuole ed io voglio lui ora, la mente non pensa ad altro che all’amplesso, alla sua carne che spinge e mi apre sino a riempirmi il vuoto che sento dentro.
Lui si siede sul bordo e lascia affondare le gambe nell’acqua, mi guarda come se non avesse mai visto una donna prima e questo, lo ammetto, mi gratifica enormemente.
Mi avvicino a lui, sciolgo l’accappatoio e mi ritrovo il suo sesso all’altezza del viso, senza attendere lo prendo tra le labbra e succhio mentre lo ingoio. Lui freme e mi accarezza la testa, infila una mano tra i capelli e mi preme contro il bacino costringendomi ad ingoiarlo sino in gola. Mi piace questa prova di forza, mi eccita essere forzata in certi momenti, ma il gioco deve durare poco, molto poco. Amo avere il controllo della situazione. Lui pare leggermi nel cervello e rilascia subito la presa.
Mi piace quest’uomo, mi attrae la comprensione che dimostra nei miei confronti.
Passo lentamente la lingua sul glande e mi godo i suoi mugolii soddisfatti.
- Vieni fuori… - mi invita ad uscire dall’acqua
- Ti voglio! – sussurro
Mi volto verso la scaletta e risalgo, lui mi offre la mano e mi accompagna verso un materassino.
- Stenditi! – mi prega
- No, stenditi tu. – rispondo.
Lui mi fissa negli occhi mentre si siede, ma invece di stendersi mi afferra i glutei e mi trattiene mentre infila la faccia tra le mie gambe. La sua lingua trova subito il clitoride, s’insinua tra le morbide labbra e mi strappa un gemito.
- No, ti voglio dentro… adesso! – confesso mentre mi ritraggo
Lui si stende e tiene, con una mano, il membro in posizione verticale.
Mi posiziono su di lui, non appoggio le ginocchia a terra ma scendo con le gambe arcuate. Il suo sesso si fa largo in me, scivola dentro e mi sazia. Lo sento colmare quel vuoto doloroso che mi attanaglia da giorni, il mio ventre si apre per lui poi si stringe intorno alla sua carne. Rimango immobile a gustarmi questa sensazione e le sue delicate spinte, poi mi inginocchio ed inizio a muovermi. Lo sento scivolare troppo facilmente al mio interno, sono troppo lubrificata e dilatata. Le sensazioni sono deboli ma è quello che ci vuole per ora. Non intendo godere subito, non voglio che il piacere sovrasti questa sensazione d’appagamento che provo. So che tra poco inizierò a desiderare il piacere e che farò di tutto per godere, la mente avrà un unico scopo e non mi consentirà di apprezzare a fondo questa meravigliosa sensazione che mi restituisce il mio corpo pieno della carne di un uomo.
Lui mi accarezza, prima dolcemente poi sempre più sensualmente. Le sue mani sono ovunque, con gli occhi chiusi non riesco a capire dove andranno ad appoggiarsi e me le godo sin che non mi sfiora i capezzoli. Allora un fremito di piacere scorre lungo il mio corpo, si trasmette ovunque e si riversa nella vagina.
Inizio a salire e scendere su di lui, mi godo delle lunge ed intense penetrazioni. Cambiamo posizione e mi volto in modo sentirlo premere con forza dentro di me.
Godo, salgo e scendo su di lui senza sosta. Quando calo cerco di farlo entrare tutto in me, lo voglio sentire, lo voglio sin dentro l’anima se possibile.
- Vieni sopra di me! – lo prego ad un certo punto.
Lui pare che non aspettasse altro.
Mi stendo e lui è immediatamente tra le mie gambe divaricate, mi penetra con forza ed inizia a sbattermi. Mi piace sentirlo ansimare sopra di me, mi piacciono le sue spinge vigorose. Sollevo il bacino e spingo verso il basso il pube, così lo sento meglio.
- Così… così… non ti resisto! – rantola lui
So che come lo sento meglio io tanto lui è più stimolato da me.
- Sto per venire… non ti fermare ora! – lo supplico
Lui mantiene il ritmo nonostante il respiro, sempre più veloce, mi lascia intendere che è al limite.
Lo guardo, è paonazzo in volto ma non molla.
Lui mi restituisce lo sguardo ed i miei occhi colmi di piacere sono troppo.
Lo sento gemere e colgo una lunga pulsione lungo l’asta del suo membro, qualcosa d’umido m’invade il ventre. Lui rallenta ma non si ferma.
Ancora una spinta, mi penetra a fondo e risento quella dolce scossa seguita dall’eiaculazione.
Mi sta schizzando dentro…
Il mio orgasmo parte in quel preciso istante.
Inarco la schiena e urlo, poi lascio che l’istinto faccia il resto.
È tardo pomeriggio quando lui mi riaccompagna al posteggio dove ho lasciato l’auto. Ho ancora il ventre pieno del suo seme e non riesco a sostenere alcuna discussione. Lui ogni tanto mi guarda, sembra deciso a dire qualcosa poi tace.
Mentre scendo dalla sua auto lui mi domanda:
- Ti rivedrò ancora?
- Silvia muore oggi.
- E Laura?
- Laura non è Silvia!
Rispondo mentre mi dirigo verso l’auto.
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giovedì 3 novembre 2011
Abbronzatura integrale

Questa volta me la sono proprio cercata!
Prendere il sole integralmente nuda su di una spiaggia, per quando deserta, non ti fa passare inosservata.
Il mare fuori stagione mi ha sempre donato una sensazione d’estrema libertà: le spiagge deserte, il silenzio e solo il profumo del mare intorno mi costringono a cercare il massimo contatto con quella natura che sento solo per me.
Così, quel giorno, mentre mi recavo da sola in una caletta isolata che avevo scoperto nei pressi del residence dove alloggiavo con il mio uomo, sognavo il piacere del sole di fine maggio sulla mia pelle. Un sole dolce, caldo ma delicato, che non ti brucia come in piena estate ma ti accarezza sensuale… come un amante.
Sul limite del bagnasciuga osservai con attenzione tutto il litorale che potevo scorgere e non vidi quasi nessuno, almeno nelle mie vicinanze. Oltre al resto la cala non era visibile dal sentiero, occorreva sapere che esisteva per scendere. Quindi stesi l’asciugamano e mi spogliai del corto pareo e della maglietta in cotone leggero. Levai anche il reggiseno del costume e mi stesi.
Era un piacere immenso godermi quel sole da sola, senza neppure il mio uomo a fare da contorno alle rocce rosa che si tuffavano nel mare. Ben presto vinsi il timore d’essere scorta e mi sfilai anche gli slip.
In questo modo trascorsi buona parte del pomeriggio, mezza stordita dal calore del sole, dolcemente appisolata. Solo l’istinto mi faceva voltare periodicamente nel tentativo di guadagnare un’abbronzatura uniforme.
Sul tardi, saranno state le 17:30, una folata di vento più fresca del solito mi risvegliò. Ero supina e sentivo la schiena calda, quindi pensai di voltarmi ma in quel momento mi parve di percepire un rumore poco sopra di me. Senza dare segnale d’essermi accorta aprii gli occhi e cercai lungo lo stretto sentiero che scendeva da quello principale: c’era qualcuno.
Un ragazzo mi fissava immobile sopra di me, si trovava a non più di una decina di metri quindi aveva un’ottima visione del mio sedere bello esposto al sole. Rimaneva fermo in silenzio ad osservarmi. Pensai che doveva essere stata una bella sorpresa per lui scovare una donna completamente nuda stesa sulla spiaggia. Sentivo il suo sguardo su di me e la cosa mi piaceva.
Lentamente mi voltai sulla schiena tenendo gli occhi chiusi, non volevo se ne andasse, e mi rilassai al sole. Sapevo che era sempre lì, mi pareva di cogliere il suo respiro nonostante il suono della risacca. Dentro di me ero combattuta tra il desiderio di privacy e la voglia di giocare con il mio ignoto osservatore: vinse la seconda.
Divaricai leggermente le gambe e le raccolsi, quindi spinsi in alto il bacino sollevandolo da terra e sistemai il telo sotto di me, l’idea era quella di servirgli una visione completa del mio pube quasi completamente depilato e del resto del corpo sporgendomi verso lui.
Giocai ancora cambiando spesso posizione sin che non guardai nella sua direzione e non lo trovai più. Non so per quanto era rimasto lì a spiarmi, ma di certo non si era perso molto del mio improvvisato spettacolo.
Dimenticai presto quel fortuito incontro, languidamente abbracciata dal sole rimasi sulla spiaggia sin che non venne in ombra. Decisi quindi di tornare al nostro appartamento per una doccia e quindi pensare alla cena; non avevo voglia di rivestirmi completamente: infilai solo gli slip del costume e la maglietta, quindi legai il pareo in vita e m’incamminai a piedi nudi verso il sentiero.
Mi piace la sensazione della terra sotto i piedi, ma non amo le pietre!
Quindi prima di prendere la via che lasciava le spiagge ricoperta di piccoli sassi decisi d’indossare i sandali; mi serviva, però, un posto dove poggiare la mia borsa da spiaggia. Il bar che in stagione doveva lavorare intensamente era ora deserto ma i lunghi tavoli di legno offrivano un appoggio ideale.
Varcai la soglia della veranda e posai il borsone per cercare al suo interno le calzature, mentre le posavo a fianco ebbi la sensazione di non essere sola. Mi voltai e vidi un ragazzo nell’ombra intento a digitare sul suo telefonino.
- Ciao! – lo salutai
- Salve… - rispose lui dopo qualche istante notevolmente imbarazzato.
Non ci feci caso e mi chinai per posare i sandali a terra. Voltando lo sguardo verso di lui, però, notai che cercava di puntare il cellulare verso di me, come per scattarmi una foto. All’improvviso mi il suo viso mi tornò alla memoria: era lui che mi osservava mentre prendevo il sole. Non ero particolarmente dispiaciuta di questo fatto, oltre al resto mi ero messa a giocare con lui che senza dubbio mi aveva scattato qualche foto con il telefono.
Non resistetti alla tentazione e gli domandai:
- Come sono venuta?
Lui mi fissò per un lungo istante, potevo essermi sbagliata ma il rossore sulle sue guance mi diceva che ero nel giusto. Allora riprovai:
- Come sono venute le foto?
- Emm… ecco… io… - balbettò lui
- Su, fammele vedere… - lo invitai, poi notando la sua reticenza aggiunsi – Quando ho deciso di prendere il sole nuda sapevo che potevo essere scorta!
Mi avvicinai per pormi al suo fianco e guardare nello schermo del telefono. Vidi l’ultima immagine che mi aveva scattato mentre mi accingevo a cercare nella mia borsa.
- Dai, fammi vedere le altre… sono curiosa.
Lui, sempre più imbarazzato, azionò qualche tasto ed apparve una mia immagine sulla spiaggia. Il telefono era già dell’ultima generazione, con una buona fotocamera, ma l’immagine era ripresa da lontano: ero ancora di schiena.
Quindi lui fece scorrere lentamente tutte le altre, riprese da una distanza minore.
- Belle! – gli dissi.
- Senti… le cancello subito. – propose lui.
Meditai un istante e, poco prima che lui iniziasse ad eliminarle, dissi:
- Aspetta… non cancellarle, cosa ci volevi fare con queste foto?
- Beh… ecco… riguardarmele! – rispose lui.
- Riguardarle e basta? – domandai maliziosa
- Sì… sì, solo questo! – affermò lui sempre più a disagio.
- Sicuro? – domandai insistendo
- Sì! – rispose quasi offeso.
- Non è che... poi… guardandomi… ti…?
- Cosa?
- Hai capito benissimo!
Mi allontanai da lui di qualche passo ponendomi poi dinanzi.
- Allora? – domandai ancora
- Beh… forse.
- Non ti devi sentire imbarazzato ad ammetterlo… in fondo mi fa piacere che qualcuno si possa masturbare guardando il mio corpo.
Lui mi fissò con gli occhi sgranati dallo stupore, ma non poteva immaginare cosa stavo pensando in quel momento.
- Avanti, fammi vedere!
- Cosa? – domandò ancora più stupito.
- Come fai, che effetto ti fanno quelle foto… fallo qui davanti a me!
- Ma…?
I suoi occhi evitavano accuratamente i miei, pensavo per timidezza ma poi notai che puntavano diretti sul mio seno che spingeva i capezzoli contro il cotone sottile della maglia.
Mi poggiai al muro del bar e aprii leggermente il pareo in modo da scoprire le gambe sino al pube.
- Sei eccitato, lo vedo!
Dai… toccati davanti a me! – lo pregai con la voce più eccitata che mi riusciva.
Lui s’infilò la mano destra sotto il costume e la chiuse intorno al pene, quindi con la sinistra abbassò il bordo ed iniziò a menarselo lentamente. Inizialmente non osava fissarmi, poi i suoi occhi presero a scorrere sul mio corpo. Vidi il suo sesso acquistare una sempre maggiore erezione, mi stavo eccitando!
Fissavo senza imbarazzo o pudore la sua mano che scorreva sul pene scoprendo completamente il glande prima di tornare su a coprirlo. Lentamente, molto lentamente, si stava masturbando dinanzi a me.
Non resistetti e lasciai scivolare la mia mano sotto il costume imitandolo. Divaricai le labbra e cercai il clitoride. La mia espressione dovette essere micidiale per lui che si fermò all’istante. Decisa a giocare con quel ragazzo mi sfilai gli slip per aprire poi completamente il pareo.
- Non ti fermare!
Mentre lui riprendeva a menarselo io mi infilai un dito nella vulva gemendo. Il ragazzo mi fissava sconvolto e sempre più eccitato. Ero tentata di stuzzicarlo sino a vederlo eiaculare lì in piedi dinanzi a me, ma…
- Ora basta! – gli dissi.
Lui si fermò all’istante pur soffrendo.
Mi allontanai dal muro per raggiungere un massiccio tavolo in un angolo più riparato, mi accomodai sopra e, dopo aver divaricato le gambe, lo invitai:
- Vieni qua e levati il costume.
Lui mi raggiunse incespicando nei boxer che gli erano scesi sino ai piedi.
- Fammi sentire la tua lingua! – lo incitai
Lui comprese all’istante: s’inginocchiò dinanzi a me e dolcemente poggiò la lingua sulla mia femminilità. Un tocco delicato ma mirato che mi fece contrarre dalla fitta di piacere. Dolcemente mi lasciai cadere sui gomiti e spinsi il pube verso il viso del ragazzo per godermi le lunghe carezze della sua lingua. Pochi istanti ed ero già completamente eccitata, umida e ricettiva.
- Alzati… ti prego alzati!
Lui allontanò lentamente il viso dalle mie cosce senza dimenticare di baciarle.
Sollevai la schiena dal tavolo e me lo ritrovai dinanzi. Fissandolo negli occhi allungai una mano sino al suo sesso e lo afferrai. Mentre lo menavo dolcemente gli chiesi:
- Questo va ben oltre ad ogni tuo sogno… vero?
- Sì… sì – ammise lui mentre serrava gli occhi.
- Ed ora cosa stai sognando?
Lui non rispose, allora insistetti:
- Dimmi… ti faccio venire così o…
Non terminai la frase, lo volevo dentro.
Lo trascinai per il membro guidandolo tra le mie gambe sino a portarlo sulla vulva, me lo guidai dentro dopo aver divaricato le grandi labbra con il suo glande. Lui spinse delicatamente penetrandomi per un certo tratto, allora mi lasciai cadere giù mentre lo incitavo a spingere a fondo.
Poco alla volta prese il mio ritmo, mi muovevo sotto di lui aprendomi ad ogni affondo. Sentivo le sue mani cercare la mia pelle mentre sollevavano la maglietta sino a scoprire il seno. Mi accarezzava e si muoveva dentro di me: stavo godendo!
Il piacere saliva, sapevo di muovermi in modo da stimolarlo intensamente ma avevo troppa voglia di godere per preoccuparmene. Quando compresi d’essere quasi giunta spinsi sui gomiti e sollevai la schiena dal tavolo, lo fissai negli occhi e lo pregai:
- Fammi venire… Ora!
Lui incrementò il ritmo delle spinte e la loro intensità, lo sentivo entrare e riempirmi completamente il ventre con una regolarità esasperante, sin che l’orgasmo mi colse a metà di un respiro. Trattenni a stento un urlo ma non controllai i gemiti e le contrazioni del mio corpo. Durante quell’istante riuscii a guardare nella sua direzione, il viso del ragazzo testimoniava un piacere a stento trattenuto, poi…
Poi uscì improvvisamente da me ed eiaculò copiosamente sul mio ventre, sul pube e sul pareo che ancora mi cingeva la vita.
Lo ringrazia mentalmente, lui non poteva saperlo ma ero nel pieno del mio periodo feritile.
Mi lascia ancora una volta cadere distesa per riprendere fiato. Quando tornai a sollevarmi dopo qualche minuto lui era ancora lì tra le mie gambe che fissava lo sperma sulla pelle.
- Scusa… non volevo… - iniziò lui.
- Va bene così – dissi io con la voce ancora orgasmica – Il tuo seme sulla mia pelle mi piace.
Scivolai giù dal tavolo e abbassai il viso sino a baciargli il glande oramai rilassato.
- Io, forse, ho realizzato un tuo sogno… ma tu mi hai fatto davvero godere! – gli sussurrai.
Lui sorrise e mi fissò, seminudo, mentre infilavo gli slip del costume sopra al seme che ancora bagnava la pelle. Quando sistemai il pareo invita questo di macchiò dello sperma che aveva raggiunto anche l’ombelico.
- Ma… - iniziò lui.
- Ma? – domandai
- Ecco… sei tutta…
- Bagnata dal tuo sperma?
- Sì… non ti ripulisci?
- Mi farò una doccia in camera.
- Ma si vede che hai appena…
- Sì, non mi vergogno del mio piacere.
- Sei qui da sola? – domandò con una nota di preoccupazione.
- No!
Lo salutai ancora con un sorriso e mi avviai verso il residence ed il mio uomo al quale avevo qualcosa da raccontare.
lunedì 24 gennaio 2011
Le notti di Laura 13
Ero intento a riordinare i miei pensieri comodamente steso sul divano con il sottofondo della tv a basso volume che trasmetteva il solito programma soporifero, infatti ero in procinto di addormentarmi, quando la chiave che girava nella serratura della porta mi richiamò alla realtà.
Laura era uscita a cena con un’amica, così aveva detto. Non le avevo creduto notando nei suoi occhi quella luce che ha solamente in certi momenti, ma non avevo indagato oltre, mi avrebbe comunque raccontato tutto al suo ritorno che mi attendevo a tarda notte.
Invece eccola già qui.
Sicuramente qualcosa non era andato per il verso giusto, quindi l’avrei trovata nervosa, delusa allo stesso tempo, e poco propensa al dialogo.
- Ciao! – esordisce lei con una voce che non riesce a nascondere il suo buon umore.
- Ciao… - rispondo dalla sala.
Mi alzo dal divano e mi porto nell’ingresso.
- Eccomi… lei è Alex.
Laura si scosta dalla porta ed appare una donna, apparentemente sua coetanea, alta, mora e… davvero carina.
Alex, la chiamerò così anche se non è il suo nome, si avvicina sorridente e mi saluta con un doppio bacio sulla guancia, poi arretra e mi studia per un lungo istante lasciando anche a me la possibilità di analizzarla dalla testa ai piedi.
Inizio un tentativo di dialogo domandando alle due com’era andata la cena, anche per scoprire qualcosa di più di questa amica che non avevo mai visto prima.
Pochi convenevoli e Laura rompe gli indugi, non resiste più. Si avvicina a me, preme il corpo contro il mio tanto che percepisco chiaramente il suo ventre vibrare mentre mi dice:
- Voglio scoprire cosa provi quando mi guardi scopare con un altro!
Fisso gli occhi di Laura a lungo; più che la frase in sé è il termine crudo e diretto che ha usato a farmi capire che sta facendo sul serio. Inoltre intuisco da come preme il seno contro di me, dal ventre che si muove sensuale contro il mio pube, quanto sia eccitata.
- Tu sei gelosa… lo sai. – le faccio notare.
- Non più di te, sono gelosa del tuo amore, non del tuo corpo. – Risponde prontamente lei.
- E tu l’hai seguita sin qua senza mai avermi visto prima? – domando rivolto all’amica.
- Mi ha parlato tanto di te… che è come ti conoscessi da sempre. – risponde languida.
Mi domando per un attimo se Laura ha solo amiche ninfomani come lei, anche se non mi permetterei mai di domandarglielo direttamente.
Proprio come Laura questa ragazza pronta a fare sesso con un uomo mai visto prima, spinta chissà quale fantasia o ricerca del piacere.
Tutto sommato non è determinante comprendere il motivo per il quale questa donna è qui, quale morbosa passione la spinge o cosa stia veramente cercando questa notte.
Sposto lo sguardo dagli occhi dell’amica su quelli di Laura, studio a lungo la sua espressione nel tentativo di carpire i suoi reali pensieri, ma è inutile; è completamente schermata.
Mi rivolgo allora ad Alex, non mi è mai capitato di trovarmi dinanzi ad una donna e sapere che il sesso tra di noi è scontato, già deciso, stabilito. Quindi non so cosa dirle, come affrontarla se non avvicinare la mano ai suoi capelli, accarezzarli per poi attirarla verso di me.
Lei reagisce prontamente, letteralmente si scioglie sulla mia mano, reclina il capo e lo poggia sul palmo. Con gli occhi chiusi si gode il mio tocco e non resiste quando la richiamo, si avvicina, mi pone le mani sulle spalle e solleva il viso offrendomi le labbra. Quando c’incontriamo si lascia prendere dal bacio, accetta la mia lingua prima di competere con la sua per il possesso della mia mentre spinge tutto il corpo contro al mio, aderisce contro di me e richiama le mani. La sua schiena, i suoi fianchi… è soda, sento sotto ai palmi i suoi fremiti. Quando il suo bacino inizia a premere sul mio pube, sul membro eccitato, le afferro i glutei e stringo sollevandola. Lei spalanca la bocca, dimentica il bacio ed inspira sospirando.
La lascio libera e lei arretra di un passo senza staccare gli occhi dai miei, porta le mani sul bacino e poi le lascia scendere lentamente verso il basso, premendo.
- Dove… ? – domanda incerta.
- Dove preferisci! – rispondo carezzandole una guancia.
Lei non distoglie lo sguardo mentre si sfila il top aderente e corto. Denuda un seno dalle forme perfette anche se minuto, sodo e dai capezzoli turgidi.
Il suo sguardo si trasforma in interrogativo, mi sta domandando cosa ne penso.
L’unica risposta cui riesco a pensare è avvicinarmi a lei e cingerle la vita, sulla quella pelle morbida e tesa, per guidarla verso al divano dove mi siedo dinanzi a lei per slacciarle la gonna.
L’indumento che scivola lungo quelle gambe tese e sottili scopre un perizoma che copre a stento il pube. Vengo invaso dal suo profumo, un misto di essenze che non può coprire la sua eccitazione, l’odore di femmina.
Sotto ai suoi occhi sempre più eccitati le sfilo l’intimo, con calma, scoprendo in questo modo un pube glabro, come quello di Laura, e davvero invitante. La pelle è morbida e liscia sotto la mia lingua. Lei sospira e lo porge alle mie attenzioni. Divarica leggermente le gambe, quel tanto da consentirmi di spingere la lingua tra le labbra. Le piace questo inizio, poco alla volta le gambe si separano sempre di più mentre le sue mani premono sulla nuca trattenendomi in quella posizione. Le mie mani stanno esplorando il suo corpo, scorrono sulle gambe, salgono verso i glutei e anche più su; sulla schiena o sul bacino. Mi piace il suo corpo sodo e sottile ma dalle forme chiare e sensuali come quella pelle che sento sotto ai palmi. Una pelle morbidamente tesa sui muscoli, posso cogliere ogni sua minima contrazione. È molto diversa da Laura ma reagisce come lei.
Appagata si scosta da me, s’inginocchia dinanzi e porta le mani sui calzoni. Mi spoglia con movimenti esperti, slaccia la cintura ed i calzoni, me li sfila con gli occhi fissi sul membro voglioso ancora nascosto dalla biancheria. Non rimango inerte e velocemente mi tolgo la camicia. Quindi lascio a lei il compito di sfilarmi tutto.
Nudo come lei attendo, lei sa cosa voglio e non devo pregarla.
Il suo viso si avvicina al membro mentre la mano lo cinge. Mi scopre completamente il glande e lo sfiora con le labbra, solo il suo respiro riesce a farmi fremere di desiderio e quando la lingua calda si poggia sulla pelle sensibile gemo.
Mi accorgo di volerla, di desiderarla subito. Ma devo stare al gioco.
Improvvisamente sento le sue labbra dischiudersi e scivolare sull’asta del pene, mi ingoia lentamente senza staccare la lingua dal glande poi succhia con forza. Inarco la schiena dal piacere poi sollevo il bacino e spingo il pene nella sua gola. Le apprezza il mio gesto e mugola soddisfatta.
Sono concentrato a godermi le sue attenzioni tanto da dimenticarmi di Laura.
Quando, in un attimo di lucidità, la cerco la trovo seduta sull’altro divano intenta ad osservarci. Ha li occhi fissi sul viso dell’amica che scorre lungo il mio pene, le pupille sono dilatate, eccitate ma ha una luce strana negli occhi. Non si accorge subito del mio sguardo e rimango curioso delle sue reazioni.
Laura ci osserva silenziosa mentre Alex da sfogo a tutta la sua arte. Anche se distratto non posso fare a meno di cogliere le sottili sfumature del piacere che mi sta donando. Finalmente Laura si accorge di me, dei mie occhi e mi restituisce un sorriso. Era il segnale che aspettavo.
Allontano dolcemente il viso della ragazza, con estrema sofferenza rinuncio alle sue esperte attenzioni. Lei sorride e si rialza in piedi.
- Non ho fretta… - mi sussurra.
Capisco che è pronta a lasciarmi godere nella sua bocca per poi darmi il tempo di giocare con calma con il suo corpo, ma ora sono io a voler dimostrare a Laura alcune cose.
La invito a prendere il mio posto e lei si siede con grazia sul divano, mentre io prendo il suo posto in ginocchio tra le sue gambe divaricate.
- Posso baciarlo? – domanda lei a Laura
Laura deve acconsentire con un gesto poiché Alex si protende verso di me.
Mentre le nostre bocche si uniscono e le lingue si cercano quasi mi sento un oggetto. Perché doveva chiedere il permesso a Laura per baciarmi?
Poi ricordo che spesso lei chiede il mio consenso prima di fare qualcosa di estremo. Ed il bacio può essere più coinvolgente di una penetrazione quando la passione scorre forte tra due persone.
Nella bocca di lei ritrovo il mio sapore, la mia mano scivola istintivamente verso il pube di Alex tra le gambe aperte. Sfioro la pelle morbida e m’insinuo tra le labbra trovandola fradicia.
Lei geme e solleva il pube. Mi stacco dalla sua bocca e mi chino per baciarla su altre labbra molto invitanti. Poco alla volta trovo i suoi punti sensibili, la sento ansimare, fremere e godere. Sono eccitato dalle sue reazioni che mi sembrano realmente spontanee. Alex è una donna che non teme di lasciarsi godere con uno sconosciuto e dinanzi ad altre persone… mi piace.
Gioco col lei sia con la lingua che le mani, presto mi ritrovo con due dita infilate nella sua vagina a cercare anche lì il modo di farla godere. Lei mi lascia fare tutto, senza mai un cenno di protesta o senza richiedere nulla in particolare. Pare che il suo corpo reagisca sinceramente ai miei stimoli.
Lascio due dita dentro di lei e sollevo il viso, verso Laura. È sempre lì sul divano con gli occhi fissi su di noi, solo che ora ha dischiuso le gambe e la gonna è tesa, aperta a mostrare l’intimo che indossa. Noto come i suoi occhi scorrano dal corpo di Alex al mio, temporeggiano sulla mia mano dentro di lei poi passano al mio pene eretto e voglioso.
- Scopala! – sussurra Laura
Rimango stupito dalla sua richiesta.
- Sì… prendimi… adesso! – mormora Alex.
Guardo gli occhi di Laura ma sono inespressivi. Lei coglie il mio stato d’animo e si alza per avvicinarsi a me. Quando mi raggiunge si china e mi sussurra:
- Falla godere…
- Sei sicura di volerlo davvero? – le domando
- Sì… fammi vedere come godi con lei… riempila!
Sorrido a questa richiesta, Laura mi sta chiedendo ciò che io chiedo sempre a lei.
Alex assiste al nostro dialogo in silenzio, mi accorgo d’avere ancora due dita dentro di lei, immobili.
- Scusa… ma…
- Lascia stare… lo so! – risponde lei comprensiva. – Ora prendimi!
Laura si allontana mentre mi sistemo dinanzi ad Alex e guido il membro verso la sua vagina. Torno a concentrarmi su di lei, fisso quel corpo sottile disteso ed invitante e la penetro dolcemente mentre lei serra gli occhi soddisfatta. Spingo sino in fondo, sino ad entrare completamente in lei aiutato dai suoi sensuali movimenti. Quindi inizio a muovermi mentre poggio delicatamente la mano sul suo ventre e stimolo il clitoride con il pollice. Lo faccio spesso con Laura e so quanto sia efficace.
Alex si muove bene, è brava e sensuale sotto di me. Tanto da farmi dimenticare la situazione, chissà se è questo che prova Laura quando lo fa dinanzi a me?
La cerco e la trovo dietro di noi che ci osserva.
- Spogliati!
Laura mi guarda stupita, poi arretra uscendo dal mio campo visivo.
Torno a pensare ad Alex e noto il suo sorriso.
- Che intenzioni hai? – domanda maliziosa.
- … farti godere! – affermo
Spingo con forza il pene dentro di lei strappandole un lungo gemito dopo il quale reagisce muovendosi in modo ancora più eccitante.
- Che ne dici? – domanda con la voce rotta dall’emozione lei
- Fantastica… Ti muovi così anche sopra?
- Meglio!
- Vieni!
Esco da lei con un rimpianto e le offro la mano per aiutarla ad alzarsi, quindi prendo il suo posto. Lei non attende ed inizia ad appoggiare un ginocchio al mio fianco quando ancora mi sto sistemando, poi si mette subito a cavallo delle mie gambe, porta il pube contro di me ed inizia a scendere. Mi ritrovo dentro di lei senza doverlo guidare.
Alex sorride, scende completamente facendosi penetrare a fondo e sospira prima di mormorare:
- Adesso ti faccio godere!
Non capisco se è una minaccia o una promessa, ma inizia a muoversi in un modo micidiale. Ancheggia, sale e scende, con le mani poggiate sulle mie spalle mi preme il seno sul viso mentre si muove.
Lascio scorrere le mani sulla schiena, giù sino ai glutei che stringo con forza e lei apprezza questo gesto al punto da farmi comprendere ciò che sta desiderando. Umidifico un dito con gli umori che sta lasciando sul mio pene, quindi lo sposto verso lo sfintere tra le natiche dilatate. Lentamente la penetro analmente con il dito e… Alex cambia.
Da pura macchina da sesso esperta si trasforma in un condensato di piacere. La sento gemere, ansimare, rantolare. I suoi movimenti perdono sincronia, ora è più naturale, ora è davvero lei.
- Ti piace! – noto
- Sì… - geme
- Lo vuoi lì? – alludo al mio membro
- No… così… continua!
Non mi aspettavo questa reazione, sta godendo davvero in un modo quasi incontrollabile.
Insisto con il dito nell’ano, sono tentato di spingerne due ma appena sfioro con il secondo la pelle lei inizia a inarcare la schiena.
S’inarca poi scende, risale inarca e scende, poi si lascia cadere giù e gode contro di me. Sento il suo orgasmo contrarre le pareti della vagina, sento il suo respiro sul collo ed i suoi gemiti. La sua pelle sudata aderisce alla mia quando la sento sussurrare:
- Vieni!
Quindi riprende a muoversi dopo aver scostato la mia mano.
- Vieni! – ripete
- Così!
- Sì… dentro di me!
La sua voce, il suo corpo, la vagina che ora è stretta intorno al mio sesso sono davvero troppo. Sento l’orgasmo arrivare e non lo trattengo, lo libero dentro di lei completamente soffrendo ad ogni sua mossa tanto riesce ad amplificare il mio piacere.
Solo quando mi rilasso anche lei si concede il riposo. Rimane su di me, con il mio sesso dentro che lentamente si rilassa. Dopo qualche istante porta il viso dinanzi al mio e mi fissa negli occhi.
- Ora capisco! – mi sussurra, poi mi bacia.
Sazi ci stacchiamo, lei si solleva lentamente poi crolla sul divano al mio fianco.
Gli occhi di Laura non hanno perso un solo istante del nostro amplesso, è lì seduta dinanzi a noi con lo sguardo indecifrabile, non si è spogliata come le avevo chiesto e questo mi fa capire cosa ha provato.
Si alza e ci raggiunge, fissa il mio pene floscio e bagnato dagli umori di Alex e dal mio stesso seme quindi si inginocchia dinanzi a noi, tra di noi.
- Apriti… - sussurra all’amica.
Lei ancora languidamente distesa con gli occhi chiusi non si scompone ma divarica lentamente le gambe esponendo senza pudore il pube.
Laura rimane con gli occhi fissi su di lei, sulle sue labbra arrossate…
- Quindi è così che mi vedi quando…
- Lo prendi tutto dentro? – domando
- Sì! – annuisce lei fissando il mio seme che cola dalla vagina dell’amica.
- Cosa provi? – domando a Laura.
- Non lo so… - risponde prontamente lei.
Alex assiste al nostro dialogo senza intervenire, senza muoversi, lasciando che il suo corpo sia oggetto di studio.
- Cosa provi? – insisto.
Laura non risponde ma si volta verso di me e noto i suoi occhi umidi dall’emozione.
- Sono invasa da emozioni contrastanti… non so spiegartelo. – ammette finalmente lei.
- Non ne hai bisogno…- la consolo.
- Come stai? – domanda ora rivolta all’amica.
Alex si risveglia, apre gli occhi e si sistema sul meglio sul divano poi sorride a Laura:
- Bene…
- Se vuoi il bagno… è di là.
Laura indica all’amica la porta in un cortese invito a lasciarci soli.
Mentre Alex si alza e s’incammina elegante verso la porta i miei occhi la seguono.
- Ti piace… vero? – domanda Laura
- Sì. – ammetto
- È brava? – domanda senza specificare il campo ma è chiaro a cosa allude.
- Sì.
- Quanto me…? – domanda dopo un istante.
Rimango con il viso rivolto verso la porta dopo la sua ultima domanda, poi lentamente cerco gli occhi di Laura.
- Le piace il sesso, si muove bene… è eccitante e sa godere… come te… ma non sarà mai come te!
- Perché? – domanda Laura in apprensione.
- Non la amo. – ammetto
Laura si ritrae e si accomoda sui talloni.
- Ami me?
- Osi domandarlo?
Laura sorride, quindi si alza per avvicinarsi a me e baciarmi.
Le sue labbra sono calde, profumate… invitanti. Mi accorgo che la sua mano sta cercando il mio sesso. Lo brandisce e lo coccola dolcemente stimolando una reazione istintiva.
- Cosa hai in mente? – le domando appena scosta le labbra dalle mie.
Laura si allontana di un passo ed inizia a spogliarsi. Si leva i vestiti con calma e mi sorride.
Quando, completamente nuda, torna verso di me confessa:
- Devo riprendere possesso del mio uomo… non è così che funziona questo gioco?
Non ho tempo di pensare ad una risposta; Laura si è nuovamente inginocchiata dinanzi a me ed il viso è sceso sul mio sesso. In pochi istanti mi eccita, si fa desiderare.
Il nostro amplesso è breve quasi animale con Laura che si dimena sopra di me e raggiunge quasi subito l’orgasmo per poi strapparne uno a me.
Sicuramente non sazia ma appagata nel suo intento si rialza dopo una lunga serie di baci.
- Soddisfatta?
- Sì… - ammette con un sorriso.
Era la notte di Domenica 24 Giugno.




